La redazione di antlo.it, da questo mese, ha deciso di pubblicare anche sul ns. sito gli scritti della rubrica “il punto associativo” che appariranno sul ” Nuovo Laboratorio Odontotecnico” la rivista che da ben 28 anni ANTLO pubblica ininterrottamente.
Riteniamo importante che quanto scritto dai dirigenti di ANTLO sia divulgato il più possibile, per far si che la categoria sappia direttamente e non per sentito dire.
Sul numero 8 del NLO per il punto associativo ha scritto il presidente nazionale Massimo Carmando, in merito al profilo sanitario, ma più che un intervento da massimo dirigente di associazione di categoria è un intervento da odontotecnico.
Un intervento scritto con il cuore e con emotività, come lui stetto ci ha dichiarato, più che il contenuto e le affermazioni sono importanti gli intenti esposti dettati da una chiara convinzione del delicato momento che la categoria tutta sta attraversando.
Tempi Moderni …
Tutto frenetico e tutto obsoleto dopo poco: questo è il messaggio dei nostri tempi. Ma per il nostro settore, almeno associativamente e sindacalmente, non è così.
Tempi biblici e lassismo istituzionale con annessa una non concretezza interassociativa.
Affermazioni forti? NO! Amara realtà.
Forse è dall’immediato dopo guerra che la categoria anela ad un nuovo profilo, cercando di ottenere un qualcosa che sicuramente le darebbe dignità sociale e professionale, ma solo di riflesso, se pensiamo ai giovamenti che l’utente finale, il paziente odontoiatrico, ne riceverebbe… forse dovremmo istituire l’anniversario del mancato profilo.
Mezzo secolo di attese, il lavoro di un’intera generazione sindacale, decine di proposte di leggi presentate e mai discusse in parlamento, impegni presi e non mantenuti da una miriade di politici, ostruzionismo palese da parte di altri, perché legati a cartelli di maggior coesione, e soprattutto la frammentazione degli stessi odontotecnici e delle loro associazioni di riferimento.
Tale è lo scenario che si è presentato dinanzi a chi ha percorso professionalmente questo scorcio di tempo.
Oggi siamo di fronte ad una seria e concreta possibilità di arrivare al traguardo, di ottenere un profilo professionale sanitario, e cosa succede? Gli odontotecnici si dividono, sembra un copione già letto!
Certo, il presunto testo che è stato redatto dalla commissione del CSS, l’ 11 luglio scorso, non corrisponde in pieno alle aspettative di molti, ma anche quello del 2001 non rispondeva in pieno alle aspettative e forse neanche quello prima, ma il dato di fatto è che quel testo, se approvato, porta l’odontotecnico al professionismo sanitario, che è l’unica cosa veramente importante, per ottenere la quale si dovrebbe lavorare tutti insieme. Ed invece assistiamo a dei veri e propri atti di “terrorismo sindacale”, con prese di posizione integraliste che non lasciano nessun margine di mediazione, “O questo, o niente” ! E’ quel niente che a me, come odontotecnico, spaventa, quel niente che ci lascerebbe in un limbo professionale dove non siamo né carne e né pesce, quel niente che ci costringerebbe ad ottemperare ad obblighi di tipo sanitario come le ECM, e contemporaneamente ad obblighi di imprese artigiane, quel niente che da qui a poco porterà molti di noi ad essere nel calderone pensionistico generale, insieme a milioni di artigiani ed imprenditori, quel niente che non ci permetterà di attivare consulenze di collaborazione professionale, costringendoci ad avere ancora dei dipendenti, quel niente che ci costringerà ad emettere fattura alla consegna, attendendo le calende greche per il pagamento, magari pagandovi anche le tasse senza aver visto soldi, quel niente che non permetterà ad un organo di autotutela della categoria di rimuovere alcune figure ambigue che discreditano, agli occhi dei cittadini, la nostra professione, quel niente che per noi odontotecnico sarà: NIENTE!
Io non posso credere che gli odontotecnici italiani vogliano “quel niente”, ed è sulla loro volontà che dovremmo concentrarci e, tutti insieme, lavorare affinché in tempi rapidi si ottenga il profilo sanitario, e soprattutto affinché chi oggi esercita come odontotecnico sia equiparato per titolo e mansioni al nuovo profilo professionale sanitario.
I margini per fare questo ci sono, occorre solo la buona volontà delle persone, degli uomini, affinché si arrivi ad una comunione di intenti interassociativa, e tutti insieme potremo mettere fine a questa straziante e lunga attesa.
Facciamolo per il bene degli odontotecnici italiani!
Apriamo un tavolo serio di discussione, lasciamo a casa la convinzione di essere i più bravi o i più forti e con umiltà, tutti alla pari, lavoriamo per noi tutti odontotecnici!
Per natura e per insegnamenti credo nella buona fede delle persone. Certo, spesso si hanno punti di vista differenti, o si può soffrire di antipatie e simpatie per l’uno o per l’altro, ma l’intelletto, che ci differenzia da tutti gli altri esseri viventi, ci è stato donato per ascoltare e dialogare, e soprattutto per ragionare. Forse noi tutti dirigenti associativi dovremmo riflettere e valutare tutto ciò prima di arroccarci su posizioni integraliste, ed io sono il primo a fare il “mea culpa”.
Massimo Carmando
