Parliamo con Massimo Maculan della situazione economica attuale. Cosa fare, come agire, come dovrebbero comportarsi gli odontotecnici italiani in questo periodo difficilmente comprensibile.
D: Massimo, la parola crisi credo che sia la più letta e ascoltata su tutti i mezzi di informazione. Qual è la tua opinione sulla situazione dei laboratori odontotecnici italiani?
R. Sono due, tre, quattro anni che sentiamo parlare di crisi e tutti, chi più chi meno, ha visto le cassette del proprio laboratorio e le proprie tasche, sempre più vuote. Al contrario i costi sono aumentati, le entrate sono diminuite e molte realtà hanno dovuto, prima richiedere prestiti o fidi, mai richiesti prima, salvo poi alcuni chiudere, soccombere o trovare appunto, forme alternative di lavoro. Obiettivamente la crisi ha distrutto molti laboratori, ma molti l’hanno saputa affrontare con serietà e professionalità rafforzata, tipico dell’odontotecnico.
Ovvio fare delle riflessioni: Numericamente le aziende odontotecniche sono diminuite in maniera preoccupante. Sono passate dalle circa 17.000 unità alle attuali dichiarate pari circa ad 11.000. La crisi ovviamente non tocca solo il nostro settore o aree geografiche ben definite.
Le aziende odontotecniche virtuose sono presenti a macchia di leopardo e non sono per definizione localizzate semplicemente più a nord o più a sud.
D: Quale analisi possiamo fare dei laboratori che in questo momento sono più profondamente toccati da difficoltà lavorative.
R: Chi ha solo osservato la crisi ed è rimasto immobile ha ovviamente rischiato moltissimo, sbagliando profondamente l’approccio.
Le aziende che hanno resistito, risultando ad oggi vincenti, sono quelle che hanno saputo investire, valorizzare, nelle proprie competenze e nelle relazioni.
Ma gli investimenti vincenti per superare ed uscire dalle crisi devono puntare in molte direzioni… L’esempio principale è sicuramente l’uso delle nuove tecnologie, quelle che modificano e migliorano i modi di fare produzione di dispositivi. Nuovi metodi di fare business ed il creare relazioni e nuovi approcci con il professionista.
L’innovazione al contrario di ciò che si potrebbe pensare nella crisi non rallenta, anzi, è uno strumento, una risorsa: le nostre aziende spesso in questo hanno trovato rifugio.
D: Quali sono le capacità che gli odontotecnici più in sofferenza dovrebbero sviluppare maggiormente?
R: Non si tratta semplicemente di acquisire maggiori conoscenze. Ci vuole una visione globale del mercato economico senza dimenticare le competenze tecniche che da sempre Antlo ha contribuito a diffondere e ampliare.
Laddove fosse possibile potrebbe giocare favorevolmente il vivere un’ottica più ampia, evoluta e globalizzata.
Sicuramente esperienze già consolidate di contenitori, consorzi o semplici società di aggregazione tra odontotecnici hanno giocato in passato un ottimo ruolo dando più forza ai partecipanti nell’affrontare la pesante congiuntura economica.
Ricordo gli esempi già realizzati in Abruzzo, nelle Marche o in Friuli.
Vorrei inoltre affermare che spesso il successo, soprattutto negli ultimi tempi, è dato agli imprenditori odontotecnici che hanno preso coscienza e consapevolezza dell’importanza dell’organizzazione, dello sviluppo del talento e delle competenze all’interno del laboratorio.
D: Su quali valori dovrebbe puntare, allora, il laboratorio-tipo che in questo periodo voglia scommettere su una ripresa del mercato dentale?
R: Mai come oggi un buon titolare di laboratorio deve possedere valori e sensibilità tipiche sia dell’imprenditore ( visione strategica, propensione al rischio di investimento, sensibilità verso l’aspetto commerciale focalizzata sul professionista di riferimento) che del leader (all’interno della propria, seppur piccola, realtà produttiva). Mantenendo altresì la flessibilità, la disponibilità al cambiamento e, soprattutto, l’essere continuamente orientato e interessato all’apprendimento.
L’innovazione è costantemente sotto i nostri occhi, sia nel bene che nel male, dando la possibilità di uno sviluppo produttivo. Di grande aiuto sarà la nostra capacità di saper vedere ed ascoltare l’innovazione nonostante sia così vasta e complessa. Le basi per attuarla sono chiare: saper scegliere le competenze migliori, essere curiosi, attenti, sapendosi assumere, ognuno nel proprio ambito, la responsabilità dei rischi. Innovazione alla base, forse, di ogni sogno imprenditoriale.
