- Antlo

Alla luce di quanto riportato da “Il dentale” il 7/11 u.s. con le dichiarazioni del Presidente CAO, Giuseppe Renzo, che ha definito “elusive” le nostre risposte in materia, e da parte di tutte le AAOO in tutti questi anni, abbiamo voluto approfondire la riflessione sul più generale fenomeno dell’illegalità diffusa in odontoiatria.
Con Maurizio Troiani, storico dirigente sindacale per 12 anni e memoria storica della categoria, abbiamo commentato i recenti fatti di Striscia che ci hanno visti balzare agli onori della satira/denuncia.?È nata, così, quest’intervista che riteniamo molto interessante a puntualizzare alcuni aspetti, provando così a rispondere, con dovizia di particolari, alle affermazioni del Presidente CAO

Quali considerazioni possiamo trarre, dai fatti trasmessi da Striscia?
 
“L’episodio trasmesso da Striscia ha avuto un effetto molto negativo, né può essere di una qualche consolazione il fatto che l’abusivo esercizio della professione medica anche questa volta viene perpetrato grazie al solito “prestanome”. A tal proposito è bene rammentare da subito al dottor Renzo che l’insieme, e comunque la “stragrandissima” maggioranza, dei fenomeni con cui si configura l’illegalità in odontoiatria si consuma all’interno degli studi dentistici e non nei laboratori odontotecnici e questa considerazione non attiene, come evidente, solo alla “location” dell’illegalità. Nel caso di specie poi, la reazione delle quattro AAOO con il Comunicato Unitario e le stesse dichiarazioni a Striscia degli stessi due Coordinatori, Vittoni e Maculan che, come si suol dire, ci hanno “messo la faccia”, hanno espresso posizioni tanto chiare e inequivoche che non necessitano ulteriori commenti. Mi piace rammentare a tal proposito una frase di Giovanbattista Vico “paiono traversie, sono opportunità” e questa mi sembra davvero una di quelle occasioni che sono certo le AAOO non si lasceranno sfuggire.”
 
Dell’increscioso episodio di Striscia le “traversie” per le AAOO sono chiare, un po’ meno le “opportunità”.
 
Tutt’altro ed il destro lo dà proprio il dottor Renzo con le dichiarazioni riportate da “Il dentale” quando afferma: “…amara considerazione soprattutto in riferimento alle tante denunce che abbiamo inoltrato su queste problematiche che hanno visto sempre risposte elusive da parte delle rappresentanze sindacali degli odontotecnici che contestavano sia l’entità della questione sia il coinvolgimento diretto degli odontotecnici in un fenomeno che dovrebbe vedere fortemente impegnate in un opera di promozione della legalità anche le rappresentanze di questa categoria di tecnici”.
Intanto alla tanto decantata “promozione della legalità” il dottor Renzo potrebbe illustrarci a fronte della tante sue denunce quali e quanti provvedimenti disciplinari ha avviato il sistema delle CAO provinciali nei confronti dei “prestanome” iscritti.
Il sistema ordinistico ha infatti come scopi prioritari da un lato favorire la formazione continua dei propri iscritti e dall’altro tutelare i pazienti sanzionando eventuali comportamenti dei propri iscritti lesivi del codice etico e delle norme di legge compatibili con lo stesso codice. Da qualche tempo poi, il sistema ordinistico – e quindi anche la CAO – ha una qualche competenza anche in materia di evasione fiscale dei propri iscritti, sanzionando eventuali comprovati e reiterati fenomeni segnalati in materia.
Certo non sfugge a nessuno quanto sia insufficiente in termini sanzionatori la previsione di legge in materia di illegalità diffusa in odontoiatria, ma almeno la CAO – al contrario delle AAOO – ha la potestà e la facoltà di intervenire sui propri iscritti anche con misure sanzionatorie e soprattutto di promuovere la legalità. In tutti questi anni di Presidenza della CAO, il cui inizio risale ormai nella notte dei tempi, abbiamo visto il dottor Renzo prediligere terreni più sindacali che ordinistici, con una concezione talmente corporativa del proprio ruolo e dei propri compiti che ormai ci si domanda da tempo – al pari di altre professioni – se non sia giunta l’ora di fare a meno del sistema ordinistico per tutte le professioni e in particolare per gli odontoiatri, altro che istituire un Ordine specifico e autonomo da quello dei medici.
Così tanto per citare fatti e non procedere per slogan, nel 2008 uno dei primi provvedimenti del neo-Ministro Tremonti fu la soppressione di fatto delle misure approntate dal Governo precedente in materia di tracciabilità dei pagamenti. Il Presidente CAO salutò con grande enfasi tali provvedimenti che di fatto allargavano l’area dell’evasione fiscale cui non è indifferente come noto l’odontoiatria. E per quanto abbiamo indagato non siamo riusciti a ricomprendere nel ruolo di un rappresentante ordinistico tali compiti e analoghe posizioni che sarebbero risultate inappropriate anche se provenienti da un dirigente sindacale, tanto per citare come viene intesa una certa “promozione della legalità”.
 
Potestà e facoltà di intervento che non hanno come noto gli odontotecnici, visto che il profilo ancora li classifica tra gli ausiliari delle arti sanitarie.

“Esattamente e questa rappresenta una ulteriore incongruenza e contraddizione – non la sola – delle dichiarazioni del dottor Renzo. È paradossale che certe lezioni sull’elusività vengano poste da chi, nel proprio campo, ha tutte le competenze e tutti i poteri e non li usa a sufficienza e contemporaneamente punta l’indice verso le AAOO che non hanno né un albo né tantomeno un ordine professionale per sanzionare i propri iscritti. Da quasi 85 anni non si riesce a ottenere un giusto profilo, guarda caso grazie anche alle reiterate battaglie contrarie condotte da chi poi punta l’indice contro. In realtà nel 2001 la relazione dell’allora DG Professioni Sanitarie del Ministero al parere espresso dal CSS sulla nuova bozza di profilo evidenziava che non erano pervenute posizioni contrarie da parte FNOMCeO (dott. Renzo), salvo poi nel 2007 scatenare guerra aperta a un testo molto più riduttivo di quello del 2001. Certi comportamenti e certe dichiarazioni sull’elusività delle AAOO non meriterebbero, invero, nemmeno di essere commentate. Più di una volta in passato ho trovato calzante per certe dichiarazioni rammentare il celebre motto “Medice cura te ipsum” e non mi sembra inappropriato utilizzarlo ancora.
 
La mancanza di un albo/ordine riduce di parecchio la possibilità di interventi diretti da parte delle AAOO, ma sul piano sindacale hanno avuto comunque spazio di intervento.
 
“Sul terreno dell’illegalità diffusa in odontoiatria le varie AAOO – sia singolarmente che unitariamente – hanno intrapreso in passato precise iniziative che non hanno trovato una loro concretizzazione per responsabilità altrui. Si inquadra in tale contesto la proposta avanzata unitariamente da ANTLO, FENAODI e SNO nel gennaio 2006  nei confronti di ANDI, AIO e CAO  per incontrarsi e “per definire congiuntamente un dettagliato articolato normativo da presentare in una comune iniziativa nazionale alle forze politiche in occasione della prossima campagna elettorale, per farne oggetto poi, alla riapertura del Parlamento, di una specifica iniziativa legislativa“ specificando altresì che “Le linee direttrici su cui informare l’articolato dovranno caratterizzarsi in provvedimenti di carattere amministrativo e penale, con sanzioni che prevedano per l’abusivo ed il prestanome, oltre al sequestro dei beni e delle attrezzature, l’inibizione perpetua all’esercizio delle rispettive attività sia di quanti abusivamente esercitano la professione medica o odontotecnica, sia di quanti favoriscono tale fenomeno. “
Non abbiamo ricevuto alcuna risposta né da parte ANDI e AIO, né tanto meno da parte del Presidente CAO, il cui comportamento non è stato “elusivo” ma assolutamente “latitante”, per cui lo invito a scendere dalla cattedra da cui impartisce lezioni alle AAOO, cattedra che occupa abusivamente per mancanza di titoli.”
 
La proposta del 2006 è stata l’unica per contrastare l’illegalità da parte AAOO?
 
Assolutamente no! Non c’è stato momento di confronto e di dibattito con i vari interlocutori – tanto per rimanere alle iniziative promosse dall’associazione di cui sono stato dirigente – che non sia stata evidenziata la necessità di intervenire per contrastare l’illegalità diffusa. Non mi riferisco solo ai tanti momenti di incontro nelle varie sedi, mi riferisco a documenti scritti facilmente esigibili come le relazioni introduttive ai tanti convegni organizzati nel corso degli anni, alle varie proposte avanzate formalmente anche in sede ministeriale per non parlare poi delle proposte che – come la defiscalizzazione delle prestazioni – comportavano anche massicce dosi di trasparenza e contrasto effettivo alla illegalità.
 
Lasciando da parte quanto non documentabile e/o complicato da esporre, quali sono state le proposte avanzate in sede ministeriale e le proposte che comportavano massicce dosi di trasparenza e legalità?
 
Per quanto riguarda il Ministero, mi riferisco alle proposte contenute nel documento presentato dall’associazione di cui ero dirigente nella primavera 2007 all’allora Sottosegretario Gian Paolo Patta in occasione dell’avvio dell’iter del profilo. Tale documento è stato poi alla base di un ulteriore documento inviato nel febbraio 2009 all’allora referente per l’odontoiatria del Ministero, Prof. Gherlone, per riavviare lo stesso iter e cancellare l’inopinata modifica che di fatto riproponeva il Regio Decreto 1928, consentendo così di arrivare alla discussione di un testo condiviso in seno alla Conferenza delle Regioni il 17 dicembre 2009, discussione sospesa in relazione alla posizione assunta da un paio di Regioni.
Nel corposo documento intitolato: “Profilo: cronaca di una storia infinita” a proposito di illegalità si affermava: “Discutere solo di abusivo esercizio della professione medica significa intervenire solo parzialmente su un fenomeno, l’illegalità diffusa in odontoiatria, che riveste molti aspetti e necessita di una pluralità di interventi. Per illegalità diffusa in odontoiatria si intende quindi: l’abusivo esercizio della professione medica; il prestanomismo; l’evasione delle norme poste a tutela dei RESS (Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute) per l’utilizzatore finale del dispositivo medico; l’evasione fiscale. Il combinato disposto dei quattro elementi sopra menzionati determina: una seria minaccia per la salute del paziente; l’alterazione delle condizioni di concorrenza leale fra laboratori odontotecnici e fra studi odontoiatrici; la sottrazione di base imponibile.”
Contrastare efficacemente l’illegalità diffusa in odontoiatria non ha mai significato per le AAOO il perseguimento di meri principi etici – che comunque conservano un alto valore – ma misure che attengono alla sfera della tutela della salute del paziente e soprattutto il ripristino di eque condizioni di concorrenza leale e quindi in definitiva di grande significato economico.  Al di là infatti degli aspetti legali e etici: la legalità è un vantaggio per tutti, l’illegalità un vantaggio per pochi.
Il documento affermava inoltre in merito agli interventi di contrasto all’illegalità diffusa in odontoiatria: “Posto che l’intervento di contrasto all’illegalità diffusa in odontoiatria deve essere organico e non limitarsi solo su un aspetto, è necessario che il tutto sia ricompresso in uno specifico INTERVENTO LEGISLATIVO, una sorta di Legge Speciale per l’Odontoiatriadove convivano norme atte a combattere l’abusivismo, il prestanomismo, l’evasione di quanto previsto da Direttive Comunitarie e l’incentivazione – soprattutto attraverso la defiscalizzazione dei costi delle prestazioni – degli accessi alle cure. “
Sugli interventi “indiretti” di contrasto all’illegalità si affermava: “Per quanto poi concerne il contrasto all’evasione delle norme comunitarie a tutela dei RESS (requisiti essenziali di sicurezza e salute) per il paziente e all’evasione fiscale, possono far conseguire risultati estremamente positivi misure atte a defiscalizzare i costi delle prestazioni odontoiatriche. Se infatti fosse finalmente introdotto il “principio del contrasto di interessi” fra odontoiatra e paziente, la documentazione per aver accesso alla defiscalizzazione dovrebbe prevedere l’evidenziazione dei costi del dispositivo separata dai costi clinici della prestazione e copia dell’intero corredo informativo previsto dalle Direttive UE che l’odontoiatra è tenuto a consegnare al paziente, ma che raramente consegna. “
 
In breve le proposte sulla defiscalizzazione avanzate nel 2001 al cd “Tavolo del dentale” e nel 2005 al cd “Comparto del dentale”.
 
Assolutamente si! Proposte che avevano certo l’obiettivo di favorire un maggior accesso alle cure odontoiatriche, ma che avevano conseguenze dirette anche e soprattutto in materia di recupero di base imponibile, di trasparenza nella formazione dei costi complessivi della prestazione, nel rispetto assoluto di tutte le norme che tutelano il paziente a cominciare dalle specifiche Direttive UE del 1993 e del 2007. Misure che non avrebbero riguardato solo altri attori della filiera come gli odontoiatri, ma anche gli stessi odontotecnici. Desidero sottolineare al dottor Renzo che non abbiamo mai avuto da parte odontoiatrica e in particolare da parte ordinistica una altrettanto adeguata volontà di contrasto all’illegalità con misure rivolte ai propri rappresentati e iscritti.  
Credo sia superfluo rammentare a chi si devono ritrosie e titubanze, arretramenti e abbandoni che sia nel 2001 che nel 2005 hanno di fatto causato lo stop alle proposte avanzate da parte odontotecnica sulla defiscalizzazione delle prestazioni.
A tal riguardo val anche la pena rammentare le reiterate posizioni di contrasto assunte in passato dal Presidente CAO in merito al terzo pagante, ai fondi sanitari e più in generale alla mutualizzazione dei costi che avrebbero comportato un maggior accesso alle cure e quindi anche maggiore trasparenza e legalità in odontoiatria.  Tanto per ricordare ulteriormente il significato di “Medice cura te ipsum” vale anche la pena rammentare il silenzio assordante del sistema ordinistico alla fine del 1999 a fronte dei risultati di una ricerca SWG che evidenziava, a distanza di un anno e mezzo dall’entrata in vigore della Direttiva UE 93/42, che solo l’8% degli odontoiatri consegnava il corredo informativo previsto a tutela dei requisiti essenziali di sicurezza e salute per l’utilizzatore finale del dispositivo medico. Analogo silenzio assordante che ha contraddistinto sempre il sistema ordinistico di fronte a certe interpretazioni ministeriali delle direttive UE che consentono di immettere in commercio e mettere in servizio da parte odontoiatrica, senza alcuna garanzia scritta per i pazienti e senza alcuna comprovata perizia professionale, dispositivi fabbricati tramite l’ausilio di sole tecnologie innovative.
 
Non c’è mai stata quindi nessuna elusione da parte delle AAOO sui temi della legalità?
 
Assolutamente no! Le AAOO hanno sempre fatto della legalità la loro bandiera senza alcun timore e sempre devono andare comunque a “testa alta” su tali temi. Chiudo con un aneddoto, cui spesso fanno ricorso i pensionati e i vecchi tromboni come il sottoscritto, ma altrettanto significativo di tante citazioni di documenti.
Dopo l’approvazione della legge sulle professioni sanitarie nel gennaio 2006 e l’invio della citata lettera delle AAOO alle rappresentanze degli odontoiatri per iniziative comuni di contrasto all’illegalità, mi trovavo invitato  a  cena in un ristorante nella vecchia sede della Borsa di Ferrara da un noto dirigente degli odontoiatri da qualche mese felice papà seppur in tarda età di una splendida bambina, dal quale mi ha sempre separato la diversa visione del “fare sindacato” ma al quale mi ha sempre unito l’amicizia, l’affetto e la stima reciproca.
Illustrandogli il significato della lettera delle AAOO e parlando del prossimo riavvio dell’iter del profilo affermai – sorseggiando un ragguardevole Sagrantino Caprai millesimato – che era arrivata l’ora per odontotecnici e odontoiatri di fare una battaglia comune sul fronte dell’illegalità, sottolineando che proprio il profilo – su cui si erano riscontrate nel 2001 significative convergenze – poteva essere l’occasione di questa battaglia comune contro l’illegalità. Il mio interlocutore mi interruppe affermando: “Nessuno risponderà alla vostra richiesta di contrasto all’illegalità. Voi avete tutto da guadagnare, noi purtroppo tutto da perdere. E sul profilo non farti tante illusioni sulla convergenza del 2001.”
Dovrò ricercare quel mio amico odontoiatra di Ferrara, peraltro buon amico e sodale del Presidente CAO, e chiedergli di farmi la schedina del Superenalotto.”
 
La ringraziamo dottor Troiani, sicuramente una buona memoria storica serve anche a fornire le giuste chiavi di lettura quando le traversie celano le opportunità.