- Antlo

“La scena si chiude…andiamo”. 

E’ la frase con cui inizia la canzone di un famoso gruppo italiano e che perfettamente quelli che sono gli ultimi istanti che caratterizzano ogni evento giunto alla sua conclusione. 
Un’ ultima occhiata a quello che ne è stato il palcoscenico, con uno sguardo stanco e allo stesso tempo intriso di una velata e neanche tanto mal celata malinconia. Luci che si spengono, gente che smonta, saluti, e un senso di liberazione che ti pervade e ti fa riacquisire quel necessario stato di lucidità e freddezza che ti permettono di pensare: “Si, ce l’abbiamo fatta”.  Ce l’abbiamo fatta a ridare i connotati che un congresso storico come il Dentalevante meritava, un congresso che per anni è stato, e finalmente ha ricominciato ad essere, un punto di riferimento per la nostra formazione professionale, che alla sua XIX edizione, ha ripreso il largo,portandosi con se’ un bel numero di odontotecnici, in un affascinante viaggio nello stato dell’arte.
La prima sensazione è stata quella di un “ritorno a casa”, come ha ribadito un soddisfatto Giacinto Iannone, Presidente dell’ANTLO territoriale Puglia, quando, in maniera puntuale (intesa come rispetto dell’orario previsto per l’inizio dei lavori), ha aperto il congresso salutando i numero di convenuti, i rappresentanti delle altre associazioni odontotecniche, in particolare Confartigianato, che ci hanno onorati della loro presenza in sala,nonchè di quella che è diventata, oramai, una gradita partnership, ovvero la rappresentanza del gruppo Amici dei Denti. 
Una volta al largo, delle guide preziose ci hanno condotti un un affascinante viaggio, del quale ognuno di noi ha un’immagine impressa nella memoria. L’inizio della navigazione ha avuto origini genovesi e approdo barese, con Paolo Pagliari e le sue immense umiltà, generosità e conoscenza nel mondo dei compositi e delle loro corrette applicazioni. L’impressione che si è avuta, è stata che volesse prendere per mano ciascuno di noi, condurci nel suo mondo e guidarci finchè non fossimo stati in grado di cavarcela da soli. Un grande! 
A seguire, posso dire che da ora in poi, quando penserò al cognome Fantozzi,non mi tornerà più alla mente il personaggio di ragioneristica e impiegatizia memoria, ma un uomo che una volta conosciuto, come minimo sindacale ti diventa un grande compagno, e mi riferisco a Fabio. Ecco, l’esatto contrario di quell’altro famoso stereotipo di italiano medio. Fabio Fantozzi unisce alle sue grandi doti di umiltà e altissima competenza, la voglia di non rassegnarsi al momento congiunturale e allo strapotere delle grandi aziende, fagocitatrici ditutto ciò che trovano sulla loro strada. E su quella strada, guarda caso, ci troviamo noi odontotecnici. Lui con il suo sistema di ortodonzia invisibile, ha tracciato una nuova via, finalmente percorribile anche da noi, dandoci la possibilità di non farci sfilare manufatti che sembravano oramai solo dicompetenza di queste grosse aziende rastrella-capitali. Un’enorme iniezione difiducia, fatta da un’altrettanto bella persona. 
Un inizio così, ti fa volare il tempo e arrivare velocemente al pomeriggio dove, generalmente, una volta spente le luci di sala,  Morfeo cerca, incessantemente e disperatamente, di impadronirsi di corpo e mente di chi ascolta, soprattutto perchè si parlava di Protesi Totale, un argomento assolutamente, falsamente obsoleto. Infatti,  a dispetto di tutto, si è aperto un confronto tra tecnica, bravura, e voglia di farci diventare tutti bravi come lui, che ha visto protagonista Luca Ruggiero e un volpone della Protesi Totale, come  Alberto Olivieri che aveva un’arma inpiù dalla sua: l’esperienza. Bene, sintetizzando posso solo dire che tra i due, chi ha perso è stato il terzo, ovvero Morfeo. A Franco Schipani, il compito di concludere la prima giornata, con quella che è diventata, croce e delizia della nostra professione cioè il CAD-CAM. Oramai cominciamo ad avvertire la necessità che qualcuno faccia chiarezza, sulla utilità e sulla corretta applicazione di questenuove tecnologie, in modo tale che ci siano effettivamente d’aiuto. E lui abilmente l’ha fatto, al cospetto di una platea assetata di notizie in merito. 
Come si conclude generalmente la prima serata di un congresso? Domanda sin troppo banale. A cena, perchè anche la convivialità in un congresso è importante, se poi nel frattempo ti ha raggiunto anche un nutrito numero si amici dell’ANTLO Calabria, diventa doverosa,  se si siedono con te a cena la rendono anche più simpatica, e questa felice combinazione diventa esplosivacome la loro ‘Nduja. 
Ma soprattutto bisognava mettersi in forze perchè il giorno dopo ci aspettavano due pezzi da novanta. 
Infatti l’indomani, in maniera altrettano puntuale, Attilio Sommella, dopo averci fatto vedere come si possono ottenere  risultati eccellenti con l’abilità, ma soprattutto con la tecnica applicata correttamente, ci ha raccomandato di non svendere la nostra bravura, dando il giusto valore alnostro manufatto.
E’  stato poi il turno Il presidente Nazionale Massimo Maculan che porge insieme allo staff dirigenziale dell’ANDI i saluti a tutti gli intervenuti, i ringraziamenti agli sponsor e  nel ribadire l’impegno alla valorizzazione dei vari ruoli i che compongono il team, ognuno con le proprie esclusivecapacità e competenze, hanno posto l’accento insieme sull’importanza del Madein Italy, impegnandosi a lavorare insieme su tutti i fronti utili per difenderel’intero comparto. Questo è un momento topico: o ci si salva, o si affonda tutti.
E siamo giunti al momento di Paolo Miceli. Straripante, hai bisogno di esserein forze per seguirlo dove ti vuole condurre lui. Fosse vissuto ai tempi di Dante Alighieri, nella Divina Commedia avremmo letto il suo nome al posto di quello di Caronte. Lui non insegna, conduce. Se non sei intriso di quell’auradi artista che sembra voler conferire, con le buone o con le cattive, a tutticoloro che in questo percorso hanno voglia di farsi condurre, non puoi trasferire alle tue mani la grazia necessaria a plasmare quella piccola maimmensa opera d’arte, quale è un dente, precursore di una componentefondamentale di una persona: un bel sorriso. Un gladiatore poi, quando si tratta della difesa del ruolo di odontotecnico. Unico nel suo genere. 
Poi quando ti aspetti che il sabato pomeriggio non ci sia nessuno, ecco che ti trovi ancora tanta gente in sala. E ci credo, c’era Alfredo Salvi! Se vuoi approcciare, ed essere tu a condurre e ad avere il gioco in mano,quando tratti con le nuove tecnologie, e non vuoi farti sopraffare, non puoiche stare ben attento a ciò che dice. Lui non è il tipo che si lasciadisarcionare da queste, lui le doma e le fa diventare docili e obbedienti alsuo volere . Non si accontenta, lui odontotecnico era e tale è rimasto, riuscendoa trasferire alle macchine ciò che faceva con le mani. 
Gaetano Bonifacio, ci ha infine presentato il futuro che bussa già da tempo alle nostre porte, e che sta via via entrando a far parte di un nuovo modo di organizzare il nostro lavoro in maniera rivoluzionaria. L’impronta digitale, anoi che atavicamente siamo abituati ai vari alginati, siliconi, gessi e cere,creerà una sconvolgente ma inevitabile evoluzione.
Cosa dire di più, speriamo di aver dato un piccolo contributo alla nostra formazione, se solo avessimo contribuito anche in maniera infinitesimale alla nostra crescita professionale, sarebbe già un bel risultato. Ci attende un futuro pieno di incognite, che ci costringe sempre più a compattarci, per essere più forti, e in questo contesto i momenti di aggregazione come questonon possono che fare bene. E, come recitava lo slogan della prima slide di ogni relazione, “AIUTATECI A FARE MEGLIO”.

Infine,e’ doveroso un accenno alla presenza dello stand Antlo, presso il quale si sono registrate numerosissime visite da parte di colleghi che si sono fermati semplicemente per un saluto o per ottenere informazioni dal personale della segreteria nazionale, e con grande orgoglio possiamo affermare che molti di essi, ormai lontani dalla vita associativa,  hanno mostrato un serio interesse a rientrare in Antlo.

La canzone che ho citato all’inizio si conclude così: “I fuochi saranno riaccesi fra un anno, ma adesso per noi disciolto nell’aria, tra voci e memoria”….il nostro pensiero va…. al prossimo Dentalevante!  Ehi!Sarà la XX edizione, non facciamo scherzi, per il 14 e 15 novembre 2014  non prendete impegni!  

Vito Palmiotti