La recente pubblicazione dei dati sull’odontoiatria da parte di ISTAT nel report su “La salute e il ricorso ai servizi sanitari attraverso la crisi” riferito all’indagine condotta nel secondo semestre 2012, ci ha dato modo di confrontarli con altri analoghi dati del 2005 nel report ISTAT pubblicato nel 2008. Attingendo poi dal nostro archivio vecchi documenti e indagini condotte da vari soggetti (Key Stone; Servizio Studi ANDI; Comparto del dentale 2005; ecc) abbiamo riportato altri dati. Alla fine si giustifica in pieno quanto il problema degli accessi alle cure, unitamente alla difesa dello spazio professionale, occupi una delle priorità del programma di lavoro ANTLO per il 2014. Non c’era certo bisogno di tanti dati e ricerche per sapere che la crisi strutturale del comparto odontotecnico sia molto più “strutturale” di altre crisi di altri soggetti del dentale, perché se mancano sempre più i dispositivi da fabbricare e sempre meno persone si recano dal dentista, tutti gli altri discorsi sul profilo, sulla stessa difesa dello spazio professionale ed altri discorsi analoghi passano evidentemente in secondo piano. Rinviando ad una più circostanziata lettura dei dati in allegato, non possiamo però non riportare quanto ebbe a commentare l’inserto “Sanità” de Il Sole-24 ore del dicembre 2008 commentando i dati pubblicati da ISTAT quel mese: “E’ desolante il quadro delle cure dentarie raccontato da ISTAT. Curarsi i denti è un fatto d’élite, un lusso per pochi, colti e residenti al Nord. Si può ancora parlare di Welfare State?”. Ci domandiamo: quale sarebbe ora il commento a fronte dei dati ISTAT 2012?
Confrontando poi certi dati pubblicati al Dental Day dal “Comparto del dentale”, con quelli ISTAT dello stesso 2005 e poi del 2012 si assiste ad una sorta di “cavalcata impetuosa verso l’abisso” della salute orale di questo Paese e della filiera del dentale.
E’ difficile trovare una possibile soluzione che inneschi una progressiva inversione di tendenza? No, non è affatto difficile, anzi è estremamente facile. Basta rifarsi alle proposte di quel Dental day del luglio 2005 presso la Sala della Sagrestia della Camera dei Deputati e che vengono integralmente riportate in allegato. All’epoca il “turismo odontoiatrico” era agli inizi e non si parlava ancora di low cost né di forme di franchising in odontoiatria, tutti fenomeni questi che sono nati e si sono sviluppati all’ombra dell’inazione di tutti i soggetti del dentale. Rileggendo quelle elaborazioni e quelle proposte ci si accorge di quanto siano paradossali certe situazioni: ci si impegna a raccogliere dati ed ad elaborarli, si conviene su proposte che dopo 9 anni appaiono addirittura “rivoluzionarie” per quanto sono attuali e ci si accorge che tutto il dibattito nel dentale oggi è circoscritto alla denuncia degli effetti negativi di fenomeni che potevano essere debellati sul nascere se quelle proposte fossero state perseguite con una vera volontà politica da parti di tutti gli allora contraenti.
Non possiamo però abbandonarci solo alle recriminazioni e una possibile soluzione al drammatico deterioramento del contesto di riferimento potrebbe partire, dopo 9 anni, proprio da quelle proposte e dallo spirito che le aveva generate. Insomma è proprio il caso di affermarlo: dal passato ritorno al futuro!
