- Antlo

Siamo partiti con la news del 28 febbraio scorso su “Protesi sociali: a volte, nonostante tutto, tornano…”. Abbiamo proseguito il 7 marzo scorso con la news su “Protesi sociali per anziani non abbienti: parte l’operazione memoria”. Concludiamo – per il momento – il viaggio sulle “occasioni perse” per incentivare gli accessi alle cure odontoiatriche, specie da parte delle fasce più deboli della popolazione, parlando di “Odontoiatria a onorari concordati”, l’accordo stipulato dal Ministero della salute, ANDI e OCI (Odontoiatri Cattolici Italiani) nel luglio 2008, (Governo Berlusconi – Ministro Fazio) cui seguì il 25 marzo 2009 l’accordo con una aaoo per la fornitura delle protesi cui potevano provvedere tutti gli odontotecnici italiani anche senza essere iscritti ad alcuna aaoo, oltre all’istituzione di un tavolo di monitoraggio cui parteciparono anche le principali Associazioni dei consumatori oltre ad Associazioni dei pensionati.

Furono redatti circostanziati documenti di intesa e protocolli operativi; furono redatti da ANDI anche alcuni vademecum per pazienti e studi odontoiatrici e persino locandine promozionali per un programma che – come recitava – il titolo (“Odontoiatria a onorari concordati”) non prevedeva interventi economici pubblici a sostegno ma una serie di prestazioni con corrispettivi “calmierati” rispetto ai costi all’epoca vigenti mediamente sul mercato.

Dal punto di vista odontotecnico, il protocollo di intesa per la fornitura delle protesi prevedeva alcuni aspetti positivi, primo fra tutti la definizione certa del corrispettivo per la fornitura delle protesi (calcolata su 1/3 del costo della prestazione); il divieto per gli studi odontoiatrici convenzionati di ricorrere a forniture all’estero; la definizione di precisi criteri di qualità, tanto per citarne alcuni. Si prevedeva inoltre – d’accordo con Ministero della salute e Associazioni odontoiatriche – di richiedere al Ministero dell’Economia e più in generale al Governo interventi fiscali sia per i pazienti che accedevano al Programma che per gli stessi operatori coinvolti a sostegno del Programma. Gli aspetti negativi concernevano invece i criteri di accesso per i pazienti che potevano fruire del Programma stabiliti negli indici ISEE (misura della condizione economica-patrimoniale) massimi di 8.000 e 10.000 euro, davvero troppo bassi.

In un convegno organizzato (30 gennaio 2009)  prima della firma del protocollo di intesa (25 marzo 2009) dalla aaoo firmataria, rammentando la conclusione fallimentare dell’esperienza precedente del 2002/3 e di altri tentativi successivi per incrementare gli accessi alle cure, nella relazione introduttiva si evidenziarono chiaramente i lati deboli e critici del Programma, profetizzando – senza la loro rimozione – la stessa fine. Sarà perché quei punti deboli e critici non furono rimossi, sarà per altre ragioni ma nonostante tanto impegno profuso, tanti accordi e protocolli discussi e redatti, tante trionfali conferenze stampa sull’annuncio dell’avvio del programma soprattutto da parte politica e tante richieste di convenzionamento sia da parte odontoiatrica che odontotecnica, quel “Programma di odontoiatria a onorari concordati” scomparve, per quanto ne sappiamo, nell’oblio più assoluto senza che nessuno ne parlasse più. E’ un po’ la maledizione che negli ultimi 15 anni ha colpito i vari tentativi, più o meno nobili, più o meno strumentalizzati, di incentivare gli accessi alle cure soprattutto da parte delle fasce più deboli della popolazione. Un problema che grazie alla perdurante crisi economica del Paese è diventato ancor più grave e per il quale bisognerebbe far tesoro delle passate esperienze, senza però rinunciarvi definitivamente, escludendo però qualsiasi tipo di strumentalizzazione soprattutto politica. Su questi ultimi aspetti si soffermerà uno specifico intervento del Presidente ANTLO, Massimo Maculan, sul prossimo numero di “@ntlo ‘n line”.