Se si è in piena campagna per il rinnovo degli organi nei vari Territoriali ANTLO è già un problema trovare una data utile. Se a questo si aggiungono gli appuntamenti culturali che impegnano la maggior parte dei week end sino all’inizio del periodo feriale, l’impresa diventa al limite dell’impossibile. Se poi si comincia a tener conto degli impegni dei vari relatori invitati, istituzionali e non, che certamente non hanno agende molto libere, allora il limite dell’impossibile si supera facilmente. Succede poi che la data prescelta originariamente – sabato 3 maggio – si scopre essere uno dei “pilastri” su cui poggia il ponte del 1 maggio e allora cominci a pensare che stavolta il “calendario” ha avuto la meglio e devi dichiararsi battuti, quando, miracolosamente, esce un sabato libero da impegni associativi: il 17 maggio. Tutti contenti interveniamo sugli amici della Camera dei Deputati che, subito, gettano tonnellate di acqua gelida sui nostri entusiasmi informando che per la spending review, non è più possibile utilizzare gli spazi del Parlamento nei week end.
Prima di abbandonare ogni speranza di dar vita al Centro Studi ANTLO in una sede istituzionale e ripiegare su qualche hotel, ci domandiamo se possiamo costringere i colleghi a venire a Roma per una iniziativa certamente importante ma che pregiudica qualche giorno di lavoro. Consultazioni, riflessioni, approfondimenti e poi la decisione: decidiamo per venerdì 6 giugno e guardando il “calendario” scopriamo che ormai è diventato – accanto al Regio Decreto 1928 – l’oggetto delle nostre pulsioni omicide. Indichiamo alla Camera dei Deputati anche in quale Sala preferiremmo celebrare questo nostro Convegno ma ci viene subito comunicato che per il giorno indicato è rimasta a disposizione la Sala della Mercede a Palazzo Marini, l’altra, quella da noi preferita, era stata già opzionata. Peccato, avrebbe consentito una partecipazione maggiore ma vista la “via crucis” fatta, accettiamo di gran carriera prima che intervenga qualche altro “accidente”, anche se il rammarico e il dispiacere tornano fanno capolino.
Pensando poi alle tante traversìe subite; alle tonnellate di “sfiga” che a più riprese ha colpito la categoria in momenti cruciali; alle indicibile peripezie cui è costretta a far fronte ogni giorno la stragrande maggioranza dei laboratori, allora cominci ad apprezzare il venerdì 6 giugno 2014 come un Taurasi millesimato anche perché, riflettendo bene sulla data, scopri una coincidenza e ci “giochi” – fino a un certo punto – un po’ sopra. E forse una fortunata congiunzione astrale ha voluto che si organizzasse proprio quel giorno l’avvio dell’attività del Centro Studi ANTLO. Il 6 giugno 1944, il famoso D DAY immortalato nello splendido film “Il giorno più lungo” (interpretato da “mostri sacri” quali Rod Steiger, John Wayne, Robert Mitchum, Henry Fonda, Richard Burton, Peter Lawford), gli alleati sbarcano in Normandia e da lì parte la sconfitta della barbarie nazi-fascista. Il 6 giugno 2014, settanta anni dopo, con l’ O DAY “La questione odontotecnica” sbarca alla Camera dei Deputati e ci piace pensare – sorridendoci non poco sopra per l’ardimentoso confronto – che inizi la sconfitta di qualche barbarie contro la categoria. E così cominci perfino, quasi fosse il tuo primo amore, a voler bene a questa Sala della Mercede, che un po’ rappresenta la “nostra Normandia” e finalmente andrai a visionare in settimana.
Superato l’ostacolo della data e della sala, la mente si rivolge però anche ai problemi successivi: la conferma della presenza dei vari relatori che hanno già accettato l’invito, l’organizzazione della giornata, l’aggiornamento della documentazione per la relazione, eccetera eccetera. Ma come si usa dire negli USA “Rome wasn’t built in a day”, pensi a quella scritta (“Nihil difficile volenti”) su quel magnifico palazzo del Lungotevere all’altezza delle Belle Arti dove da sempre sogni a occhi aperti di abitarci prima e poi. Stranamente benedici quel lungo semaforo che ti blocca con il rosso per molto tempo e ti fa leggere per la milionesima volta come fosse la prima quella scritta. Quando al verde riparti, chissà perché, ti senti scorrere un pò d’adrenalina nelle vene e pensi che gli ostacoli e i problemi vengono proprio per essere scavalcati e risolti. Ed allora nel chiudere questa news decidi di passare, per fare il sopralluogo alla Sala della Mercede, da quell’incrocio sperando di trovare quel semaforo rosso anche se non c’è proprio bisogno, perché un po’ d’adrenalina già ti scorre nelle vene.
