- Antlo

Certo non avevamo fatto salti di gioia ieri alla notizia dell’approvazione all’unanimità del DDL Marinello sull’abusivismo presentato nell’aprile 2013. Avevamo inutilmente cercato di trovare il testo ufficiale approvato e di comprendere fra i primi commenti dei vari soggetti e media se rispetto al testo presentato erano intercorse modifiche.

Ci abbiamo lavorato insieme al Presidente Maculan sino a tarda sera e stamane di buon ora avevamo predisposto una news che sostanzialmente riportava comunque la soddisfazione ANTLO per aver incluso nel testo provvedimenti sanzionatori particolarmente duri nei confronti anche dei “prestanome” e per aver dato “dignità legislativa” – seppur quantificandola in misura non adeguata – alla lotta al cd “abusivismo odontotecnico”.

Ci rammaricavamo profondamente che tali provvedimenti venissero presi in carenza di un nuovo profilo professionale per gli odontotecnici che preservasse almeno per gli “atti di prova di congruità” l’applicazione di così severe sanzioni sia per il clinico che per il tecnico.

Ci ripromettevamo di dare una decisa sterzata all’approccio e alla metodologia sin qui seguita dallo stesso CNP in materia di profilo avanzando allo stesso, come ANTLO, sollecite proposte.

Stamane di buon mattino sono cominciate ad arrivare le prime segnalazioni che il testo definitivo approvato era di gran lunga diverso da quello presentato, segnatamente nella parte riservata ai “prestanome” per i quali nel DDL Marinello si prevedeva perfino l’inibizione perpetua all’attività. 

Una ricerca approfondita al Senato, contatti telefonici con gli stessi proponenti il DDL, con altri esponenti del mondo odontoiatrico e dei media specializzati non riuscivano a diradare i crescenti dubbi, fino a quando non siamo entrati in possesso di un testo ufficiale che però non chiariva del tutto la questione anche se non lasciava più soverchi dubbi. Dubbi che venivano alimentati anche da ulteriori contatti protrattisi durante l’arco dell’intera giornata.

Ci riserviamo come ANTLO di compiere altre ulteriore verifiche ma al momento ci atteniamo ai testi ufficiali che pubblichiamo in allegato: il testo integrale del DDL Marinello presentato nell’aprile 2013 e il testo approvato desunto dal sito del Senato dove è scomparso il comma che prevedeva per il prestanome le stesse sanzioni previste per l’abusivo con l’aggravante dell’inibizione perpetua alla professione.

Il tutto si commenta ampiamente da sé!

Se già prima – ha dichiarato il Presidente Maculansi rendeva necessaria una decisa sterzata nell’approccio e nella metodologia operativa del CNP in materia di profilo, alla luce di quanto desunto al momento dal testo approvato ieri al Senato sull’abusivismo, risulta ancor più impellente porre la “questione profilo” ai primi posti dell’iniziativa politico-sindacale. E su tale impostazioni ANTLO da subito incentrerà i propri sforzi in tutte le direzioni sia nei confronti degli interlocutori istituzionali che nel più diretto coinvolgimento della propria base associata e dell’intera categoria”

Per quanto più direttamente riguarda le iniziative ANTLO già da sabato 12 aprile a Bari  e sino al Convegno del proprio Centro Studi del 6 giugno alla Camera dei Deputati, ma anche dopo, molte saranno le occasioni di confronto e di dibattito sul profilo con la base associata e più complessivamente con la categoria, mentre si delineano in un futuro anche immediato altre forme di iniziativa politico-sindacale nei confronti degli interlocutori istituzionali.

ANTLO non lascerà a di intentato affinchè alla Camera dei Deputati si ripristinino condizioni di equità nel provvedimento con le sanzioni per i prestanome previste originariamente nel DDL Marinello e con precise prese di posizione a favore del profilo.

Da ultimo sconcertanti se non addirittura risibili le dichiarazioni riportate su “Odontoiatria33” del Presidente FNOMCeO, oggi Senatore della Repubblica, Amedeo Bianco e dal Presidente CAO Nazionale, Giuseppe Renzo.

Il primo addirittura dichiara che la modifica sui prestanome intervenuta in Commissione Giustizia tende “a garantire equilibri di dottrina penale” (del tipo forse: cane non mangia cane) e che per i prestanome ci pensa l’Ordine dei Medici (sic!!!).

Il secondo chiarisce che il provvedimento varato non risponde a interessi corporativi (sic!!!) anche se si concede pure il lusso di dichiarare che il sistema ordinistico, di cui lo stesso dottor Renzo ne rappresenta il vertice apicale per gli odontoiatri, ha  una qualche difficoltà a perseguire i prestanome.

Commenti che parlano da soli!

Quanto accaduto al Senato con il voto unanime dei Gruppi Parlamentari, nessuno escluso, induce purtroppo a pensare quanto sia giusta la battaglia per la sua soppressione e non solo per risparmiare i soldi dei contribuenti, ma riproponendo anche la necessità della stessa soppressione degli Ordini professionali a cominciare da quello dei medici.