Ai detenuti le protesi le fanno gli studenti - Antlo

Probabilmente gli ospiti del carcere Don Bosco di Pisa non meritano il trattamento odontoiatrico degli altri pazienti toscani. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano il Tirreno presentando alcune iniziative rivolte agli ospiti del penitenziario pisano che usando le parole riportate dal quotidiano dell’assessore provinciale al sociale Manola Guazzino “si inseriscono nel più ampio complesso di interventi per le “pari opportunità”.
Tra questi vi è il progetto di fornitura assistenza protesica. Progetto che apprendiamo sempre dalle colonne del Tirreno
è in atto ormai da anni grazie all’interessamento di Provincia, Azienda Usl 5, carcere Don Bosco e Ipsia Fascetti. Il progetto parte dal presupposto che visto che alcuni detenuti della casa circondariale possono avere la necessità di protesi dentali e che gli studenti del corso di odontotecnica del locale istituto per odontotecnici ne realizzano in quantità per la propria attività di laboratorio, si sono fatte coincidere le due cose: così i ragazzi, anziché su casi studio, lavorano su casi reali. L’operazione è motivata con il fatto che da una parte consente di evitare lo spreco di materiali comunque utilizzati dall’Ipsia per le esercitazioni di laboratorio e dall’altra permette di dare al lavoro dei ragazzi uno spessore civico e sociale, contribuendo alla tutela della salute della popolazione carceraria per un problema come quello della fornitura delle protesi dentarie caratterizzato dagli alti costi. Sotto il profilo clinico, gli studenti realizzano le protesi in base alle indicazioni ricevute da specialisti incaricati dall’Asl, ai quali spetta il contatto diretto con i detenuti. I numeri (riportati dal quotidiano toscano) spiegano tanto di questo progetto: dal 2001 alla fine del 2004 sono state consegnate circa 90 protesi, per un valore di mercato tra i 500 e gli 800 euro (complessivamente circa 60mila euro), a fronte di un investimento della Provincia di circa 15mila euro (nel quadriennio).
Fa sicuramente riflettere il notare come da una parte la regione Toscana approva ed attua un programma di odontoiatria che consente a chiunque (tramite versamento di un ticket sulla base della propria fascia di reddito) di rivolgersi algi ambulatori pubblici per farsi realizzare protesi mobili e fisse e dall’altra, per risparmiare, fa realizzare le protesi da studenti privi di abilitazione e in strutture autorizzate per la formazione ma non per la fabbricazione di dispositivi medici su misura. E l’obiettivo del progetto è quello delle pari opportunità tra cittadini e detenuti.