Tutti coloro i quali hanno l’obbligo di redigere la relazione 626 – con l’esclusione quindi dell’odontotecnico che lavora da solo nel laboratorio – devono integrare la valutazione dei rischi con una dichiarazione sull’esposizione quotidiana al rischio da vibrazioni al sistema mano-braccio del personale che opera all’interno del laboratorio.
E’ da sottolineare che questa non è un’invenzione “del governo” né tantomeno dell’Antlo, bensì è l’attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute tradotta in legge dal Decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 187
Il sistema adottato per la valutazione del rischio al sistema mano braccio è quello denominato a “stima” e si basa su un lavoro eseguito dall’ ISPESL e dall’ Azienda USL 7 di Siena che hanno sviluppato la Banca Dati Nazionale Vibrazioni e hanno contribuito – in qualità di partner italiani – allo sviluppo della prima banca dati europea.
La fonte di notizie per questa analisi del rischio vibrazioni mano braccio sono quindi:
la banca dati europea, i dati di letteratura, le indicazioni di qualche costruttore.
Praticamente:a chi ne farà richiesta la Segreteria invierà (per posta o E-mail) 9 pagine dove dovranno essere descritti l’organigramma dell’Azienda, mansioni degli addetti, elenco attrezzature, lavorazioni effettuate: il tutto al solito costo “politico” di euro 20 (+ eventuali spese postali).
Se si desidera invece che la valutazione venga redatta dalla Segreteria si potrà richiedere la scheda raccolta dati da restituire compilata, il costo per questo servizio è di euro 50.
