Che agli odontoiatri il profilo professionale approvato dalla Provincia di Bolzano lo scorso ottobre non andasse bene, lo si era capito dalle forti polemiche che hanno incrinato i rapporti tra amministrazione locale ed associazioni sindacali e professionali degli odontoiatri, (Albo odontoiatri, Aio ed Andi) che avevano perfino portato l’Aio, a minacciare di non più collaborazione con il progetto di prevenzione dentale che coinvolge studi odontoiatri privati ed assessorato alla sanità.
Il Decreto del Presidente della Provincia 18.08.2004 n. 28, pubblicato in ottobre, definisce per il territorio bolzanino, il nuovo profilo professionale degli odontotecnici.
Il testo del decreto ripercorre per lo più i punti del testo approvato dal ministero della Salute e bloccato dalla riforma dell’articolo 5° della Costituzione, facendo un passo indietro, rispetto al testo ministeriale in tema di formazione.
Il punto contestato dagli odontoiatri sta nella possibilità per l’odontotecnico, su richiesta della persona abilitata a norma di legge all’esercizio dell’odontoiatria, in presenza e sotto la diretta responsabilità della stessa, di collaborare agli atti di verifica di congruità dei dispositivi medici su misura, al solo scopo di ottimizzare tutti gli elementi relativi esclusivamente al manufatto che egli stesso realizza.
“La legge provinciale in questo caso è incostituzionale perché va contro tutta la normativa esistente a livello nazionale”, sottolinea al quotidiano l’Adige Franco Tamiazzo, presidente provinciale dell’Andi ed è per questi motivi che l’associazione ha deciso di presentare il 9 dicembre al Tar regionale il ricorso che dovrebbe essere discusso il 29 marzo prossimo. “Non ci opponiamo solo noi dell’Andi provinciale – continua Tamiazzo – ma ricorriamo al Tar con l’appoggio della nostra associazione nazionale. Non c’è nessuna legge italiana ne europea che lascia simili concessioni agli odontotecnici, che per esercitare non devono nemmeno avere la laurea”.
