ANTLO ON LINE NUMERO 3-2026 - Antlo

La sfida più bella: coltivare i giovani talenti

In agenda tre prestigiosi appuntamenti e valorizzare i vincitori del Premio “Pilla”

Se le vacanze rigenerano la mente, settembre è il mese per ripartire con una nuova carica e chiudere l’anno in bellezza. E per ANTLO attività e progetti riprendono a scorrere con l’entusiasmo e il fervore di sempre.

Tra i tanti cantieri aperti possiamo ricordarne almeno tre che ci traghetteranno verso la fine del 2026. Il primo è il grande appuntamento dal 15 al 17 ottobre alle Fiere di Parma che ci vedrà partner del Colloquium Dental Show, tra le principali vetrine mondiali dell’innovazione dentale. Si tratta di un evento di primo piano dal punto di vista scientifico, formativo e tecnologico in cui grazie a OrthoANTLO cureremo il segmento congressuale dedicato all’ortodonzia e avremo un’ampia postazione che ospiterà delle demo live.

Agli inizi di novembre (6-7) parteciperemo invece al Tecnodental Mediterraneo organizzato da UNIDI a Napoli a Città della Scienza. Anche in questo caso si tratta di una prestigiosa manifestazione che mette al centro la formazione e il confronto tra tutti i protagonisti del settore dentale intercettando e valorizzando le migliori professionalità del Sud Italia. Saremo poi presenti a un evento scientifico di primo piano come il grande Congresso Internazionale AIOP (Accademia Italiana di Odontoiatria Protesica) dedicato alla riabilitazione protesica nella terapia della parodontite che si terrà a Bologna dal 19 al 21 novembre.

La partecipazione di ANTLO a questi eventi racconta della vitalità di un’associazione che ogni giorno, attraverso un prezioso gioco di squadra e spesso lavorando pazientemente in silenzio, costruisce alleanze strategiche e fa networking per la formazione, la crescita e un sempre migliore esercizio della professione per la categoria. A breve potremo annunciare altre partnership anche in merito all’offerta dei servizi che tra l’altro si è arricchita della collaborazione con l’azienda informatica INNOVIDIA che ha presentato un progetto di digitalizzazione collettiva a fondo perduto (adesioni fino al 15 ottobre) nel corso di ANTLO Meeting – Congresso Sud.

Proprio quest’ultimo evento – che quando scriviamo si è appena concluso a Castellammare di Stabia unito al congresso regionale Odontotirrenia – ha registrato numeri e presenze che testimoniano il grande lavoro svolto dal Direttivo di ANTLO Campania con il Presidente Domenico Citarella e naturalmente con il supporto del Direttivo Nazionale. Oltre all’eccellenza dei contenuti scientifici e tecnologici, la due giorni del 18 e 19 settembre si è svolta in un clima di calorosa cordialità in cui gli ospiti, sia tra i colleghi che tra i membri del comparto commerciale, si sono davvero sentiti “come a casa”. Il Congresso Sud ha visto dischiudersi anche un seme sicuramente fecondo: la prima edizione del Premio “Nicola Pilla” rivolto ai giovani odontotecnici e intitolato al padre fondatore di ANTLO. Il ventiduenne Filippo Drauli, primo classificato nella terna dei vincitori, ha trasmesso una grande emozione con le sue parole, testimonianza plastica che la professione di odontotecnico ha ancora un suo appeal e che un giovane può ancora esercitarla con soddisfazione e con entusiasmo.

Michele Di Maio Presidente Nazionale ANTLO

Ora il successo di questa prima edizione del Premio apre una riflessione nel rapporto con il mondo degli aspiranti e dei giovani odontotecnici e sulla necessità di non disperdere il patrimonio di competenze, creatività ed energie motivazionali che vi è sotteso. Sono già al vaglio del Direttivo Nazionale idee e proposte che, forti anche dell’esperienza maturata con ANTLO Young – le sessioni convegnistiche affidate a relatori under 40 in apertura di Odontotirrenia – possano coinvolgere i giovani su tutto il territorio nazionale. Perché coltivare talenti, in un contesto che evolve alla velocità della luce, e costruire un’alleanza generazionale per garantire linfa alla nostra professione può essere una sfida bellissima. E di sicuro il modo per ricordare Nicola Pilla, il Presidente “per eccellenza”, così come gli sarebbe davvero piaciuto.

 

 

Odontotecnici: la bocciatura dell’emendamento per il riconoscimento del profilo sanitario non chiude la partita

La bocciatura dell’emendamento 4.3 al disegno di legge C. 2700 che proponeva il riconoscimento dell’odontotecnico come professione sanitaria non chiude la questione. Al contrario, apre interrogativi che meritano una risposta.

L’emendamento in questione proponeva un’evoluzione del profilo dell’odontotecnico, senza modificare l’ordinamento giuridico della professione odontoiatrica e senza attribuire all’odontotecnico competenze cliniche proprie dell’odontoiatra. La distinzione in effetti era già chiara: due professioni diverse, con competenze e responsabilità diverse.

Eppure, proprio su questa proposta si è sviluppata una significativa mobilitazione delle rappresentanze odontoiatriche. AIO, ANDI e CAO nazionale hanno espresso pubblicamente la propria contrarietà, attivando anche interlocuzioni istituzionali con i decisori parlamentari. La FNOMCeO ha successivamente rivendicato gli interventi effettuati per contrastare l’emendamento.

Ora, è legittimo che ogni professione difenda le proprie prerogative. Ma proprio per questo è necessario chiamare le cose con il loro nome: quando una categoria organizza una forte azione istituzionale per contrastare una proposta che riguarda direttamente un’altra categoria professionale, quest’ultima deve avere la forza e la capacità di rappresentare le proprie ragioni con altrettanta determinazione.

Che si fa ora dopo la bocciatura? È questo il nodo. Perché, se è vero che l’emendamento 4.3 sul profilo sanitario è stato respinto mentre è genericamente passata la linea di un necessario aggiornamento tecnologico e formativo della categoria che mantiene lo status di ‘arte ausiliaria delle professioni sanitarie’, certo è che il dibattito sul futuro dell’odontotecnico non è scomparso.

Al contrario, sono tornati al centro della discussione la necessità di una riforma del comparto, la revisione delle competenze e il tema della formazione. In pratica quale riforma si vuole attuare e quale profilo si vuole costruire davvero per l’odontotecnico?

Perché non si può contrastare il riconoscimento di una professione e, contemporaneamente, riconoscere che quella stessa professione necessita di una profonda evoluzione.

Se il problema è davvero la sicurezza del paziente, se si ritiene necessario elevare le competenze dell’odontotecnico e se si riconosce che il settore è ormai caratterizzato da una straordinaria complessità tecnologica e normativa, allora bisogna avere il coraggio di affrontare per bene anche il tema della formazione.

La formazione deve seguire la professione e l’odontotecnica del 2026 non è quella del 1928, anno a cui risale l’inquadramento normativo di ‘arte ausiliaria’ ancora vigente.

CAD/CAM, progettazione digitale, stampa 3D, nuovi materiali, tecnologie additive e sottrattive, gestione dei dati, tracciabilità, valutazione dei rischi e responsabilità derivanti dalla normativa europea sui dispositivi medici hanno trasformato profondamente il lavoro della nostra categoria. Di fronte a questa realtà, interrogarsi sull’adeguatezza dell’attuale percorso formativo non è soltanto legittimo: è necessario.

E questa riflessione può essere fatta anche prescindendo dal riconoscimento dell’odontotecnico come professione sanitaria. Per ANTLO, infatti, la questione della formazione universitaria nasce innanzitutto dalla complessità che la professione ha raggiunto. Non si tratta di diventare odontoiatri e di acquisire competenze cliniche né di modificare l’ordinamento della professione odontoiatrica.

Si tratta di formare un professionista tecnico altamente qualificato, capace di operare con competenze adeguate alla realtà tecnologica, scientifica e normativa del settore. Per questo, per ANTLO, un percorso formativo semplicemente “diverso” da quello attuale non è sufficiente.

Se si vuole davvero riformare la professione, la formazione universitaria deve essere parte integrante del progetto.

È una riflessione che riguarda direttamente anche l’odontoiatria. Se, come si afferma, la priorità è la tutela della salute del paziente e se si ammette che la qualità e la sicurezza del dispositivo medico su misura fabbricato dall’odontotecnico richiedono un professionista sempre più preparato, allora è difficile pensare che la soluzione possa consistere nell’innalzare solo marginalmente il livello dell’attuale formazione.

E certamente la distinzione tra odontoiatra e odontotecnico non si tutela mantenendo quest’ultimo ancorato al passato. Si tutela definendo con chiarezza competenze e responsabilità e assicurando a ciascuna professione una formazione adeguata al proprio ruolo.

Ed è proprio per questo che ANTLO guarda con attenzione a tutti gli interventi che, dopo la bocciatura dell’emendamento, tornano a parlare di una riforma del comparto e di una formazione più elevata.

Se davvero si vuole riformare l’odontotecnica, la riforma non può essere costruita senza gli odontotecnici e non può essere una riforma al ribasso.

La bocciatura è un passaggio importante, ma non può rappresentare il punto finale del confronto. La partita è ancora aperta.

Il primo passo deve essere legislativo: il Governo e il Parlamento devono avviare un percorso organico di revisione della disciplina vigente, superando l’impianto normativo del 1928. Occorre individuare con chiarezza il profilo dell’odontotecnico, le sue competenze, le sue responsabilità, riconoscergli l’esclusività nella fabbricazione della protesi, e chiarire il rapporto con l’odontoiatra, evitando sovrapposizioni ma anche ambiguità.

Il secondo passo deve riguardare la formazione. È necessario istituire un tavolo tecnico e istituzionale che coinvolga le rappresentanze degli odontotecnici, le istituzioni competenti, il mondo accademico e le altre professioni interessate. Il compito dovrà essere quello di progettare un percorso formativo universitario coerente con l’evoluzione tecnologica, scientifica e normativa del settore, prevedendo anche modalità chiare per l’aggiornamento e la transizione di chi già esercita la professione.

Mauro Marin Responsabile dei Rapporti con le Istituzioni

Il terzo passo deve essere istituzionale. Il confronto non può limitarsi a dichiarazioni successive alle votazioni parlamentari. Servono interlocuzioni permanenti, documenti condivisi, audizioni, proposte normative e un coordinamento stabile tra le rappresentanze della categoria, così che gli odontotecnici possano partecipare direttamente alla definizione delle regole che riguardano il loro futuro.

Infine, occorre stabilire tempi e responsabilità. Una delega generica o un rinvio indefinito non sarebbero sufficienti. La riforma dovrebbe prevedere obiettivi verificabili, un calendario di attuazione e un monitoraggio periodico dei risultati.

ANTLO continuerà a sostenere una riforma organica, fondata su competenze definite, responsabilità chiare e una formazione adeguata alla professione che si vuole costruire. Una formazione che non può che essere universitaria. Non per trasformare l’odontotecnico in odontoiatra.

Ma per dare finalmente all’odontotecnica una disciplina moderna, una rappresentanza effettiva e una formazione coerente con il futuro che il settore ha già iniziato a vivere.

 

IL LABORATORIO ODONTOTECNICO COMPRA LA FIRMA DIGITALE PER IL MEDICO ODONTOIATRA PRESCRITTORE.

(per le ricerche e le fonti l’articolo è stato redatto anche con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale AI OVERVIEW ed AI MODE).

Sovente, alcuni odontotecnici hanno esposto l’idea di voler acquistare delle firme digitali da remoto (c.d. OTP) da mettere a disposizione degli odontoiatri con i quali collaborano (avendo attrezzature elettroniche ed informatiche compatibili) il tutto per velocizzare il processo della redazione e sottoscrizione della prescrizione medica da parte dell’odontoiatra, necessaria per la fabbricazione del dispositivo medico su misura.
In tal senso, gli odontotecnici interessati hanno chiesto lumi al Centro Servizi Antlo in merito alla “regolarità” normativa e fiscale di tale operazione, e soprattutto se l’operazione potesse essere “gestita” dagli stessi odontotecnici in proprio, anche per connotarla come una vera e propria strategia di marketing nei confronti dell’odontoiatra.
Pertanto si cercherà di approfondire queste tematiche per capire entro quali limiti è lecito e legittimo da parte dell’odontotecnico porre in essere un’operazione del genere ed entro quali limiti doversi eventualmente contenere.
Il fatto che il modo odontotecnico si mostri aperto e propenso nei confronti del digitale, inteso in senso lato, non è una novità assoluta: la digitalizzazione di tanti laboratori ne è la testimonianza più autentica.
Tuttavia, alcune importanti precisazioni al riguardo devono essere esplicitate, per evitare fraintendimenti e/o situazioni “border-line” che potrebbero comportare conseguenze molto pregiudizievoli nei confronti di chi dovesse approcciare al problema con superficialità o con colpevole disattenzione.
Una premessa è importante: la normativa attuale tende a consentire al singolo di avvalersi della tecnologia digitale affinché si possano concretamente realizzare tutte le procedure digitali, tutte le attività informatiche e tutti gli atti telematici che – in passato – venivano obbligatoriamente posti in essere in via meramente analogica, ma con un’importante avvertenza: la trasmigrazione di un atto, di un’attività o di un processo dal mondo analogico in quello digitale, presuppone il rispetto delle regole fissate dal legislatore nazionale e sovranazionale per la suddetta trasposizione digitale.
Soprattutto in questo settore vale il vecchio brocardo latino “ignorantia legis non excusat” … e a maggior ragione, nel caso in esame, l’odontotecnico dovrà tenere ben presente che in caso di errori o di passi falsi, la legge non ammette ignoranza.
LE FONTI NORMATIVE DELLA FIRMA DIGITALE
Volendo sintetizzare al massimo, con la Direttiva 1999/93/CE si è delineato il primo quadro normativo comunitario per le firme elettroniche, introducendo il principio di non-discriminazione dei documenti informatici e distinguendo tra firme elettroniche “semplici” ed “avanzate”.
Successivamente, l’Italia ha recepito la suindicata direttiva europea con il D.lgs. 23 gennaio 2002, n. 10, delineando la normativa di dettaglio inerente al valore giuridico delle firme digitali nel nostro ordinamento.
In seguito, il legislatore nazionale ha ritenuto di dover far confluire tutta la materia nel Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD – D.lgs. 82/2005).
In dettaglio, l’Art. 20 del CAD stabilisce che il documento informatico soddisfa il requisito della forma scritta e ha l’efficacia prevista dall’articolo 2702 del Codice Civile (piena prova fino a querela di falso) quando vi è apposta una firma digitale.
Ultima fonte sovranazionale cui fare riferimento è il Regolamento UE eIDAS (n. 910/2014), che è entrato completamente in vigore nel 2016, ed ha progressivamente abrogato le disposizioni della vecchia direttiva del 1999; peraltro, essendo un Regolamento dell’Unione Europea, si tratta di fonte normativa c.d. “self-executing” quindi contiene norme direttamente applicabile in tutti gli Stati membri dell’Unione senza necessità di leggi nazionali di recepimento.
Il Regolamento eIDAS definisce formalmente la Firma Elettronica Qualificata (FEQ), basata su un certificato qualificato e rilasciata su un dispositivo sicuro (smart card o token token/remoto), conferendole lo stesso valore legale di una firma autografa in tutta l’Unione Europea.
LA DISCIPLINA GIURIDICA DELLA FIRMA DIGITALE
Autorevole dottrina ha evidenziato che “La firma digitale può essere definita come la << versione italiana della firma elettronica qualificata >> e non a caso è l’unica definizione di firma elettronica che tuttora resiste all’interno del Codice dell’Amministrazione Digitale: l’art.1, lett. s) la identifica infatti come << un particolare tipo di firma qualificata basata su un [certificato qualificato e] su un sistema di chiavi crittografiche, una pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare di firma elettronica tramite chiave privata e a un soggetto terzo tramite la chiave pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l’integrità di un documento informatico o di un insieme di documenti informatici” precisando che “per generare una firma digitale occorre dotarsi di un << certificato qualificato di firma elettronica >> rilasciato da un prestatore di servizi fiduciari qualificato, e di un dispositivo per la creazione di una firma elettronica qualificata >>, cioè un dispositivo con le caratteristiche tecniche stabilite nell’allegato II del Regolamento eIDAS” (n. 910/2014).
La citata dottrina non manca di evidenziare che operativamente “l’elenco dei prestatori di servizi fiduciari, abilitati al rilascio della firma digitale in Italia, è pubblicato sul sito dell’AgID ed è reperibile a questo indirizzo: agid.gov.it. Per quanto concerne lo schema di funzionamento occorre tener presente che la coppia di chiavi (Ks, Kp), necessaria per l’esecuzione dell’algoritmo crittografico asimmetrico dal quale scaturisce la firma digitale, è generata all’interno del dispositivo di firma, costituito da una smart card o da una business key con porta USB, allo scopo di garantire l’assoluta segretezza della chiave Ks, che rimarrà memorizzata al suo interno, senza mai uscire, per l’intero periodo di validità del certificato. All’interno del dispositivo è memorizzato anche il certificato qualificato dove è riportata la chiave pubblica Kp”.

LA FIRMA DIGITALE REMOTA
Per motivi essenzialmente pratici “è inoltre possibile eseguire una firma digitale CAdES, senza l’ausilio di un token fisico; si tratta della cosiddetta firma digitale remota, ovvero di una particolare procedura di firma elettronica qualificata generata su un HSM [(Hardware Security Module) insieme di hardware e software che realizza dispositivi sicuri per la generazione delle firme in grado di gestire in modo sicuro una o più coppie di chiavi crittografiche] custodito e gestito sotto la responsabilità del Certificatore accreditato che consente di garantire il controllo esclusivo delle chiavi private da parte dei titolari delle stesse” .

Avv. Gianfranco Manzo

 

 

DIFFERENZA TRA FIRMA REMOTA OTP E SMART CARD / TOKEN USB
La firma remota OTP da un lato e le firme digitali tramite smart card o token USB dall’altro, hanno lo stesso valore legale di una firma autografa (Firma Elettronica Qualificata – FEQ), ma ciò che le differenzia radicalmente è l’architettura tecnica e l’esperienza d’uso.
In dettaglio, le principali differenze consistono nel fatto che: a) per la Firma Remota OTP il Certificato di Firma è depositato in modo sicuro sul server (cloud) del Certificatore, mentre per la Firma con Smart Card / Token USB il certificato è installato all’interno del chip hardware della chiavetta o della smart-card; b) per quanto attiene all’Hardware richiesto, per la Firma Remota OTP non occorre alcun strumento dedicato, basta uno smartphone o un PC, mentre per la Firma con Smart Card / Token USB occorre una chiavetta USB o lettore di smart-card, da collegare fisicamente al computer; c) in relazione alle modalità di sblocco, per la Firma Remota OTP occorre l’inserimento di un PIN, oltre che di un codice OTP temporaneo (via SMS o App); mentre per la Firma con Smart Card / Token USB è necessario l’inserimento del solo PIN statico dopo aver inserito l’hardware nel PC o nel tablet; d) infine per quanto riguarda il requisito della mobilità e della praticità di utilizzo, essa è massima per la Firma Remota OTP, in quanto è possibile firmare la prescrizione da qualunque dispositivo e ovunque ci si trovi, mentre per quanto riguarda la Firma con Smart Card / Token USB, vi è una operatività limitata, in quanto costringe il titolare a portare con sé l’hardware e richiede di poter disporre di una porta USB dislocata nel suddetto hardware.
I REQUISITI DELLA PRESCRIZIONE DEL DISPOSITIVO MEDICO SU MISURA IN FORMATO DIGITALE
Allo stato dell’arte ed in conformità alla normativa vigente, onde evitare inutili rischi e facendo riferimento al principio della massima prudenza, sarebbe opportuno e preferibile che il medico odontoiatra redigesse la prescrizione medica con la creazione di un file formato .pdf – A, (pdf-alfa o pdf nativo), e procedesse ad apporvi una firma digitale formato PAdES, oltre ad apporvi una marca temporale con lo standard PAdES-T (Timestamp), e successivamente procedesse ad inviare il suindicato documento informatico, firmato digitalmente, con la propria casella PEC sulla casella PEC dell’odontotecnico.
La marca temporale (Time Stamp) rappresenta lo strumento tecnologico e legale definitivo per associare a un documento informatico una data e un’ora certe, che siano opponibili ai terzi in modo incontrovertibile.
Nel flusso di lavoro tra l’odontoiatra e l’odontotecnico (in conformità al Regolamento MDR 2017/745), l’applicazione di una marca temporale sul file PDF/A, firmato in PAdES, è una pratica altamente raccomandata per garantire la conformità legale della prescrizione medica del dispositivo medico su misura, durante i 10-15 anni di conservazione obbligatoria.
Quando si appone una firma digitale PAdES, il software inserisce nel documento l’orario del computer locale del firmatario (l’odontoiatra); quest’orario non ha valore legale assoluto, poiché l’orologio del PC potrebbe essere modificato manualmente dall’utente.
Invece, con la marca temporale, che viene rilasciata da un Certificatore Accreditato (TSA – Time Stamping Authority) viene attestato il momento esatto della validazione del documento informatico firmato digitalmente, ancorandosi a orologi atomici ufficiali sincronizzati con il Tempo Coordinato Universale (UTC).
In ogni caso, sarebbe auspicabile che la digitalizzazione di tutta la procedura per la redazione e l’invio della prescrizione medica del dispositivo medico su misura fosse sotto il completo controllo del medico prescrittore: dall’acquisto dell’hardware all’acquisto del software, dall’autenticazione sulle piattaforme dei provider selezionati e sino all’utilizzo di tali piattaforme, nonché per la scelta ed individuazione dell’hardware e dei software e/o applicativi, dedicati all’attività professionale del medico odontoiatra.
L’OPZIONE (NON CONSIGLIABILE) DELL’ACQUISTO DELLA FIRMA DIGITALE OTP DA PARTE DELL’ODONTOTECNICO E DELL’UTILIZZO DA PARTE DELL’ODONTOIATRA
Nel caso in cui il medico odontoiatra prescrittore del dispositivo medico su misura utilizzi una firma digitale OTP, meramente acquistata dall’odontotecnico, occorre garantire che il suddetto odontoiatra mantenga il controllo esclusivo sia dei file .pdf contenenti le prescrizioni, sia dei dispositivi di generazione della firma digitale, sia dei dispositivi hardware sui quali i suddetti documenti vengono generati e poi firmati digitalmente.
La corretta gestione di questo potenziale punto critico del processo, richiede una netta separazione tra la titolarità giuridica ed esclusiva del certificato (che deve essere in capo al medico odontoiatra prescrittore) rispetto all’eventuale traslazione dell’onere economico del servizio stesso (assunto dal laboratorio odontotecnico), dovendosi garantire che la fornitura della licenza rimanga una mera operazione tecnica ed economica sussidiaria.
Dal punto di vista del Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) e del Regolamento eIDAS, le credenziali e i dispositivi per la generazione della firma qualificata sono strettamente personali e non delegabili da parte del medico odontoiatra.
Sotto il profilo legale e contrattuale, sarebbe opportuno formalizzare fra odontoiatra ed odontotecnico un documento scritto (o equipollente) che ponga l’esclusività del controllo del medico odontoiatra sull’intera procedura di redazione e successiva firma digitale della prescrizione medica del dispositivo, e quindi, qualificare il ruolo del laboratorio odontotecnico solo come mero soggetto “terzo pagatore” del servizio di firma digitale.
Pertanto, nella scrittura privata denominata ad esempio “Accordo di Fornitura Tecnica ed Economica” il medico e il titolare del laboratorio devono sottoscrivere un accordo scritto in cui si esplicita che: 1) il laboratorio odontotecnico assume esclusivamente l’onere economico dell’acquisto e del rinnovo della licenza di firma digitale remota; 2) tale acquisto è configurato come un servizio tecnico accessorio volto ad agevolare la trasmissione sicura delle prescrizioni del dispositivo ai sensi del MDR REG. UE 745/2017; 3) il laboratorio rinuncia espressamente a qualsiasi diritto di accesso, possesso o controllo sulle credenziali, sui codici OTP (One Time Password), sulle password di sblocco e sul file generato; 4) l’odontoiatra è l’unico ed esclusivo titolare del certificato ex Art. 32 del CAD e ne mantiene la custodia esclusiva.
Diversamente, sotto il profilo economico e fiscale, cioè dell’intestazione della Licenza e della conseguente Fatturazione (Terzo Pagatore) del dispositivo di firma digitale OTP, appunto nella fase di acquisto della firma digitale remota presso un Certificatore Accreditato AgID (es. Aruba, InfoCert, Namirial), la procedura, nella prassi concreta, permette di scindere i dati dell’intestatario utilizzatore del dispositivo, da quelli del soggetto effettivo pagatore: a) individuando un Intestatario del Certificato (Titolare) e che potrà (e dovrà) vedere l’esclusivo inserimento del medico odontoiatra (con i suoi dati anagrafici, codice fiscale e PEC); b) in relazione ai Dati di Fatturazione (Pagatore), potranno e dovranno essere inseriti i dati fiscali del laboratorio odontotecnico (Partita IVA e dati di fatturazione elettronica); c) evidentemente, la fattura emessa dal certificatore riporterà la dicitura corretta per l’odontotecnico (es. “Acquisto licenza firma remota a favore del Dott. [Nome Cognome]”), consentendo la deducibilità del costo come spesa strumentale per il sevizio di firma digitale.
PROFILO PRATICO E OPERATIVO
Per assicurare che l’odontoiatra mantenga il controllo fisico ed elettronico, isolato e inviolabile, della redazione e firma digitale della prescrizione medica, il flusso di lavoro deve strutturarsi in questo modo: 1) IDENTIFICAZIONE E ATTIVAZIONE – La fase di video-riconoscimento o l’attivazione della firma digitale tramite SPID/CIE deve essere eseguita personalmente ed esclusivamente dal medico dal proprio computer o smartphone; le password di attivazione create in questa fase non devono mai essere comunicate al laboratorio odontotecnico; 2) DISPOSITIVO DI GENERAZIONE OTP – L’applicazione per generare i codici temporanei OTP (indispensabili per autorizzare ogni singola firma) deve essere installata unicamente sullo smartphone personale del medico; senza questo codice, nessuno (nemmeno e soprattutto neanche il laboratorio che paga il servizio) può apporre la firma; 3) AMBIENTE DI LAVORO HARDWARE – Il medico odontoiatra redige la prescrizione clinica del dispositivo medico su misura ed in virtù del REG. UE 745/2017 (MDR) in formato PDF sul proprio computer dello studio medico (o tablet), utilizzando il proprio software gestionale o un editor di testo proprietario; 4) APPOSIZIONE DELLA FIRMA – L’odontoiatra apre il PDF tramite un software di firma locale (es. Aruba Sign, GoSign, Namirial Sign) installato sul proprio PC o tramite l’app sul proprio smartphone, quindi inserisce il suo PIN segreto, genera l’OTP dal proprio telefono e firma il documento; 5) TRASMISSIONE – Solo a questo punto il file PDF già firmato digitalmente (in formato CAdES .xml.p7m o PAdES .pdf) viene inviato al laboratorio tramite un canale sicuro (es. email, cloud crittografato o caricamento sul portale del laboratorio, o meglio ancora, tramite PEC).
In questo modo, il titolare del laboratorio odontotecnico si limita ad essere un erogatore di risorse economiche e tecnologiche esterne, azzerando il rischio di contestazioni sulla paternità o sulla manipolazione della prescrizione medica, e garantendo la totale conformità ai requisiti stringenti di tracciabilità e responsabilità previsti dal Regolamento MDR.
AVVERTENZE PER IL LABORATORIO ODONTOTECNICO
Per garantire che la fornitura rimanga un mero supporto tecnico ed economico, il titolare del laboratorio odontotecnico deve tassativamente evitare di: 1) utilizzare un’unica email aziendale del laboratorio per registrare le firme di più medici clinici; 2) conoscere il PIN statico o configurare l’app OTP del medico sul telefono della segretaria del laboratorio o su qualunque altro smartphone, in quanto si tratta di un’operazione che può effettuare solo l’odontoiatra e su di un dispositivo controllato esclusivamente dal medesimo clinico; 3) firmare “in batch” o massivamente le prescrizioni al posto del medico, anche se quest’ultimo avesse fornito un eventuale consenso verbale.
LE RESPONSABILITA’ DELL’ODONTOTECNICO
L’eventuale ingerenza dell’odontotecnico nella redazione o nella firma digitale di una prescrizione medica di un dispositivo medico su misura (di competenza esclusiva dell’odontoiatra ai sensi del Regolamento UE 2017/745 – MDR) configura una violazione di straordinaria gravità ed espone l’odontotecnico a pesanti responsabilità penali, civili e amministrative, oltre che a severe sanzioni economiche e interdittive.
Qui di seguito si procede ad una sintetica (e non esaustiva) esposizione del quadro sanzionatorio cui si espone l’odontotecnico in caso di violazione accertata.
RESPONSABILITÀ PENALE (il rischio più grave) – L’utilizzo delle credenziali di firma digitale del medico o la compilazione abusiva della prescrizione da parte dell’odontotecnico integra una pluralità di reati: A) Esercizio abusivo della professione medica (Art. 348 c.p.) – La diagnosi, la pianificazione clinica e la prescrizione terapeutica di un dispositivo su misura sono atti medici; B) Falso ideologico o materiale (Artt. 476, 479, 483 c.p.) – Se l’odontotecnico redige la prescrizione o, comunque, si sostituisce al medico nella redazione della prescrizione o nella firma digitale della prescrizione stessa, si potrebbe configurare il reato di falso; se poi la prescrizione viene trasmessa a strutture pubbliche (es. ASL/SSN), la pena è aggravata; C) Sostituzione di persona (Art. 494 c.p.) o Accesso abusivo a un sistema informatico (Art. 615-ter c.p.) – Utilizzare il kit di firma digitale dell’odontoiatra (Smart Card, chiavetta o OTP remoto) significa sostituirsi illegalmente al professionista o violare un sistema informatico protetto.
RESPONSABILITÀ AMMINISTRATIVA E SANZIONI MDR – Nel quadro normativo italiano, la disciplina sanzionatoria per le violazioni del Regolamento MDR 2017/745 è stabilita dal D.lgs. 5 agosto 2022, n. 137: 1) Fabbricazione senza legittima prescrizione – l’odontotecnico (fabbricante) può immettere sul mercato un dispositivo su misura solo se possiede una prescrizione valida rilasciata da un soggetto autorizzato (Art. 21 e Allegato XIII dell’MDR); 2) Le sanzioni pecuniarie – ai sensi dell’Art. 27 del D.lgs. 137/2022, la violazione degli obblighi del fabbricante relativi ai dispositivi su misura (inclusa la mancanza o l’invalidità della prescrizione a monte) comporta una sanzione amministrativa pecuniaria che va da €.26.000,00 a €.120.000,00; 3) Sanzione accessoria della Chiusura/Sospensione – l’Autorità Competente (Ministero della Salute / NAS) può disporre la sospensione dell’attività del laboratorio o il divieto di immissione sul mercato dei dispositivi prodotti in difetto di regolare procedura.
RESPONSABILITÀ CIVILE (RISARCIMENTO DANNI) – Nel caso in cui il dispositivo medico su misura provochi un danno biologico o estetico al paziente (es. fallimento protesico, lesioni, infezioni), l’odontotecnico perde ogni scudo legale incorrendo in: A) Responsabilità da prodotto difettoso / illecito aquiliano (Art. 2043 c.c.) – avendo partecipato abusivamente alla fase di prescrizione, l’odontotecnico risponde solidalmente (o in via esclusiva per la parte di sua competenza) di tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali subiti dal paziente; B) Inoperatività delle polizze assicurative – le assicurazioni professionali RC dei laboratori odontotecnici coprono esclusivamente i rischi derivanti dalle attività lecite della professione; qualora emerga un comportamento doloso o abusivo (come la contraffazione o l’ingerenza nella firma medica), la compagnia assicurativa rifiuterà il risarcimento, ovvero se costretta a risarcire il danneggiato, verosimilmente, agirà in regresso contro l’odontotecnico, affinché sia quest’ultimo a pagare con il proprio patrimonio personale i danni cagionati al paziente.
Per la redazione del presente articolo si ringrazia per la collaborazione prestata la Signora Fiorella Manente del Centro Servizi Antlo.

 

L’ACQUISTO DELLA FIRMA DIGITALE PER IL MEDICO PRESCRITTORE: IL NODO FISCALE E TRIBUTARIO

Premessa e inquadramento

L’articolo che vi propongo nasce da una specifica e sempre più frequente esigenza manifestata dai laboratori odontotecnici associati e pervenuta al Centro Servizi ANTLO. Molti titolari di laboratorio, nell’ottica di velocizzare e digitalizzare i flussi di lavoro connessi alla prescrizione dei dispositivi medici su misura (in conformità al Regolamento UE 2017/745 – MDR), hanno espresso l’intenzione di farsi carico dell’acquisto delle licenze di firma digitale remota (OTP) da mettere a disposizione dei medici odontoiatri prescrittori con cui collaborano.

A fronte delle numerose richieste di chiarimento giunte al Centro Servizi ANTLO circa la legittimità e la convenienza di questa operazione, spesso vista anche come leva strategica di marketing e fidelizzazione, si è reso necessario analizzare la fattispecie sotto ogni angolatura.

Il presente contributo prende le mosse dal quadro normativo, legale e amministrativo delineato dall’Avv. Gianfranco Manzo, il quale ha chiarito come l’operazione sia percorribile a patto che sia garantita la rigorosa ed esclusiva titolarità e custodia del dispositivo di firma in capo al medico prescrittore (configurando il laboratorio come mero “terzo pagatore”), onde evitare pesanti sanzioni penali, civili e amministrative ex MDR.   A completamento ed integrazione di quanto espresso sul piano giuridico, il presente articolo intende approfondire ed esaminare i risvolti fiscali e tributari per il laboratorio odontotecnico, analizzando la deducibilità dei costi, la gestione dell’IVA e l’impatto differenziato nei vari regimi fiscali.

Deducibilità del costo: quando e come recuperare la spesa

Dal punto di vista delle imposte dirette (IRPEF/IRES) e dell’IRAP, la domanda principale che il titolare del laboratorio si pone è: “Posso dedurre integralmente la fattura della firma digitale acquistata per il medico?”

La risposta è affermativa, a condizione che venga rispettato  rigorosamente “il principio di inerenza” di cui all’art. 109, comma 5, del TUIR (D.P.R. 917/1986).

Affinché la spesa sostenuta dal laboratorio per conto del medico sia considerata inerente all’attività d’impresa e quindi deducibile al 100% come costo per servizi strumentali, occorre dimostrare che l’acquisto è funzionale all’organizzazione e al flusso di lavoro del laboratorio (ricezione tempestiva, sicura e conforme ex MDR delle prescrizioni mediche).

Il valore fondamentale dell’”Accordo di Fornitura”

Per evitare che l’Agenzia delle Entrate, in sede di controllo, riqualifichi l’acquisto della firma come un “omaggio” o una “spesa di rappresentanza” (soggetta a limiti di deducibilità percentuale ex art. 108 TUIR) o, peggio, come una spesa personale a favore di terzi non deducibile, è indispensabile l’infrastruttura contrattuale richiamata dall’Avv. Manzo:  La Scrittura Privata / Accordo di Fornitura Tecnica ed Economica: Un documento scritto tra odontoiatra e laboratorio in cui si formalizza che il laboratorio assume esclusivamente l’onere economico del servizio (terzo pagatore) per agevolare il processo di trasmissione delle prescrizioni, mentre il medico resta l’unico e incondizionato titolare e gestore della firma.

La corretta intestazione della fattura: La fattura emessa dal provider/certificatore (es. Aruba, InfoCert, Namirial ecc.) deve essere intestata fiscalmente al laboratorio odontotecnico (Partita IVA e dati di fatturazione), ma deve riportare nella descrizione la dicitura specifica: “Acquisto licenza firma remota OTP a favore del Dott. [Nome Cognome] – C.F. [Codice Fiscale], in attuazione dell’Accordo di Fornitura del [Data]”.

In presenza di questi elementi, per i soggetti in regime ordinario il costo è interamente deducibile dal reddito d’impresa nell’esercizio di competenza/cassa e rientra tra i costi deducibili ai fini IRAP.

Detrazione e gestione dell’IVA

Per quanto riguarda l’Imposta sul Valore Aggiunto (D.P.R. 633/1972), la valutazione varia in base alle modalità operative del laboratorio odontotecnico:

Laboratori che effettuano operazioni esenti (Art. 10, n. 18, D.P.R. 633/72): La maggior parte dei laboratori odontotecnici fornisce prestazioni protesiche in regime di esenzione IVA. In questo caso, l’IVA addebitata in fattura dal provider di firma digitale non è detraibile per legge (principio del pro-rata/indetraibilità specifica ex art. 19-bis). Tuttavia, l’IVA indetraibile non va perduta: essa si somma all’imponibile e diventa un costo interamente deducibile ai fini delle imposte dirette (Costo totale deducibile = Imponibile + IVA).

Laboratori con operazioni imponibili: Qualora il laboratorio effettui anche operazioni soggette ad IVA, l’imposta assolta sulla fattura del provider potrà essere detratta in proporzione alle operazioni imponibili effettuate, purché l’acquisto sia chiaramente motivato e documentato come supporto al processo produttivo/gestionale aziendale.

L’impatto nei diversi Regimi Fiscali: dove sta la convenienza?

La convenienza economica e il reale beneficio fiscale dell’operazione dipendono in maniera determinante dal regime fiscale adottato dal laboratorio:

  1. A) Regime Forfettario (L. 190/2014)

Per i titolari di laboratorio che aderiscono al regime forfettario, la determinazione del reddito avviene applicando un coefficiente di redditività fisso (pari al 67% per i laboratori odontotecnici) ai ricavi incassati.

Zero deducibilità analitica: Nel forfettario non è possibile dedurre alcun costo effettivo sostenuto, compreso l’acquisto della firma digitale per il medico.

Zero detrazione IVA: L’IVA pagata sulla fattura non si recupera.

Risultato pratico: Per l’odontotecnico in forfettario, farsi carico della firma del medico rappresenta un costo puro al 100%, che non riduce le imposte né i contributi previdenziali. La scelta di sostenere tale spesa deve quindi basarsi esclusivamente su valutazioni di opportunità commerciale e non su incentivi fiscali.

  1. B) Regime Ordinario (Imprese Individuali, Società di Persone – Snc/Sas, Società di Capitali – Srl)

Per i laboratori in regime ordinario, la spesa produce un effetto fiscale positivo e diretto: Abbattimento dell’imponibile: Il costo sostiene direttamente la riduzione della base imponibile IRPEF/IRES e IRAP.

Risultato pratico: Sostenere la spesa della firma remota per il medico permette di ottenere un risparmio fiscale effettivo commisurato all’aliquota marginale del laboratorio (dal 23% a oltre il 43% in base al reddito/forma societaria).

Sintesi e raccomandazioni pratiche per il laboratorio

Alla luce dell’analisi legale dell’Avv. Manzo e del quadro fiscale qui delineato, il laboratorio odontotecnico che intende adottare questa strategia deve seguire una check-list operativa ben precisa:

  • Stipulare l’Accordo di Fornitura Tecnica ed Economica prima dell’acquisto, definendo chiaramente il laboratorio come “terzo pagatore” e il medico come unico titolare e custode delle credenziali OTP.
  • Richiedere la fattura elettronica corretta al certificatore, con P.IVA del laboratorio ed esplicito riferimento al medico beneficiario nell’oggetto.
  • Verificare la propria posizione fiscale: Valutare l’impatto finanziario in base al proprio regime (tenendo presente che in forfettario la spesa è a totale carico del titolare senza scomputo fiscale).
  • Mantenere la netta separazione operativa: Non conservare mai password, codici OTP o dispositivi del medico, limitandosi a ricevere le prescrizioni firmate tramite canali sicuri (PEC, mail o portale aziendale).

In conclusione, l’acquisto della firma digitale per il medico prescrittore rappresenta indiscutibilmente un’opportunità di ammodernamento operativo e un’interessante leva di fidelizzazione commerciale nei confronti dell’odontoiatra. Tuttavia, come abbiamo visto, si tratta di un’operazione complessa che si muove sul sottile filo che separa la legittima strategia gestionale dal rischio di contestazioni legali, sanzioni ex MDR e disconoscimenti fiscali in sede di accertamento.

Dott. Angelo Parente

Trattandosi di una materia intersecata da molteplici variabili, che vanno dalla forma giuridica dell’impresa (ditta individuale, società di persone o di capitali), al regime fiscale adottato (ordinario o forfettario), fino alla specifica gestione dell’IVA e alle modalità operative di trasmissione dei documenti — non esistono soluzioni univoche valide per tutti.

Per questa ragione, prima di intraprendere qualsiasi iniziativa o sottoscrivere contratti di fornitura, è fortemente raccomandato consultare sempre il proprio Consulente Tributario/Dottore Commercialista di fiducia. Solo un professionista esperto, conoscendo a fondo le peculiarità, la struttura dei costi e la situazione tributaria specifica della singola ditta o società, saprà guidare l’odontotecnico nella scelta più sicura ed economicamente efficiente, garantendo la piena conformità normativa e la massima tutela dell’attività aziendale.

Oggi parliamo di…

Riduzione della Tari

Le imprese, compresi i laboratori odontotecnici, possono chiedere la riduzione della Tari sulle superfici in cui producono rifiuti speciali e/o pericolosi non assimilabili a quelli urbani, a condizione di dimostrare il corretto smaltimento.
• La riduzione varia dal 10 al 30% e riguarda la quota variabile della tariffa mentre la quota fissa rimane comunque dovuta.
• Possono essere escluse dal calcolo della tassa le aree non produttive cioè i locali o le zone operative in cui non si producono rifiuti come magazzini di materie prime non utilizzati, aree in disuso o spazi tecnicamente inagibili (per esempio con banchi fissi o che non si possono spostare).
• Va fatta una comunicazione preventiva annuale: per ottenere la riduzione è infatti necessario presentare un’apposita comunicazione formale al Comune o al gestore del servizio rifiuti /azienda municipalizzata entro i termini previsti dal regolamento comunale (il 31 gennaio o al massimo il 28 febbraio dell’anno in corso per l’anno precedente). In ogni caso è sempre meglio verificare i regolamenti comunali o dell’azienda municipalizzata.
Alla richiesta bisogna allegare:
1) contratto stipulato con l’azienda privata per asporto rifiuti speciali e/o pericolosi
2) iscrizione RENTRI per chi è obbligato
3) formulari asporto rifiuti
4) planimetria (consigliata): se si richiede lo sconto perché alcune superfici producono solo rifiuti speciali (quindi esenti da TARI) o sono aree non produttive, bisogna allegare una planimetria quotata e aggiornata. Su di essa vanno chiaramente evidenziate e distinte le diverse zone (es. aree di lavorazione, magazzini di materie prime, uffici, spogliatoi). Ecco un esempio di richiesta da personalizzare con i propri dati:

Spett.le
…………………
PEC: …………..
E-mail: …………

Oggetto: Istanza di esclusione/riduzione superficie TARI per produzione di rifiuti speciali (Laboratorio Odontotecnico) – Codice Utente: [Inserire Codice Utente]

Il sottoscritto [Nome e Cognome], in qualità di titolare o legale rappresentante della ditta [Nome Azienda / Laboratorio Odontotecnico], con sede legale a [Città], in [Indirizzo sede], C.F. / P.IVA [Inserire Partita IVA], in relazione all’immobile adibito a laboratorio odontotecnico situato a [Città] in [Indirizzo immobile], identificato catastalmente al Foglio [Numero], Particella [Numero], Subalterno [Numero], e iscritto nei ruoli TARI gestiti da…………………………………….. con il Codice Utente [Inserire codice utente],
CHIEDE
l’esclusione dalla superficie tassabile ai fini TARI, ai sensi dell’art. 1, comma 649, della Legge n. 147/2013 e del vigente Regolamento comunale, relativamente alle porzioni di immobile specificamente adibite a laboratorio e lavorazione odontotecnica, poiché in tali aree si producono in via continuativa e prevalente rifiuti speciali (pericolosi e non pericolosi) non assimilabili ai rifiuti urbani.
A tal fine, consapevole delle sanzioni penali previste dall’art. 76 del D.P.R. 445/2000 per le ipotesi di dichiarazioni mendaci, ai sensi degli artt. 46 e 47 del medesimo decreto,
DICHIARA
1. Che la superficie complessiva dell’immobile occupato è pari a mq [Mq Totali], di cui mq [Mq Dedicati al Laboratorio] sono adibiti in via esclusiva all’attività di laboratorio odontotecnico e produzione, e i restanti mq [Mq Uffici e Servizi] sono destinati ad uso ufficio, ricezione o servizi igienici produttivi di soli rifiuti urbani.
2. Che nelle aree di laboratorio indicate si formano residui di lavorazione e rifiuti speciali propri dell’attività odontotecnica (quali gessi, resine, metalli e rifiuti speciali sanitari/pericolosi).
3. Di provvedere direttamente a proprie spese, tramite operatore autorizzato, al recupero e allo smaltimento dei suddetti rifiuti speciali in conformità alla normativa vigente.
Si allega la seguente documentazione obbligatoria:
• Copia del documento d’identità in corso di validità del sottoscrittore.
• Planimetria quotata dei locali con l’esatta perimetrazione e distinzione delle superfici adibite a laboratorio (escluse o ridotte) rispetto a quelle produttive di rifiuti urbani.
• Copia del contratto stipulato con l’impresa autorizzata per la raccolta e il trasporto/smaltimento dei rifiuti speciali del laboratorio.
• Modulistica di iscrizione o formulari di identificazione rifiuti (FIR) di riscontro.

Luogo e Data, [Inserire Data]
Il Dichiarante / Legale Rappresentante
[Firma leggibile]

Riduzione dell’IVA su gas e luce

La riduzione dell’IVA dal 22% al 10% su gas e luce è prevista per alcune categorie di attività produttive compresi i laboratori odontotecnici in quanto attività manifatturiera.
• Energia Elettrica: l’IVA al 10% viene applicata su tutti i consumi elettrici del laboratorio e sulle quote fisse in bolletta, senza limiti di tetto annuo.
• Gas Naturale: l’IVA al 10% è garantita per l’uso industriale/produttivo legato al laboratorio.
Attenzione: la modulistica varia da fornitore a fornitore quindi bisogna richiederla o scaricarla dal sito del proprio fornitore (Enel, Eni, Iren, A2A, ecc.). Per velocizzare si può fare una ricerca in internet. Si può digitare per esempio: “enel energia riduzione IVA attività modulistica”. Si specificherà se si tratta di luce o gas e si troverà subito la modulistica.
Ogni qualvolta si cambia gestore si dovrà ripresentare la domanda.
I moduli vanno compilati bolletta alla mano perché vengono richiesti due codici:
• codice POD (per la luce): si trova sempre nella prima o seconda pagina della bolletta, solitamente nel box dei “Dati della Fornitura” o “Caratteristiche del Contratto”. Inizia sempre con IT (che identifica l’Italia) + codice alfanumerico univoco di 14 o 15 caratteri che identifica in modo preciso il proprio contatore della luce.
• codice PDR (per il gas): si trova solitamente nella prima o seconda pagina della fattura, all’interno del box denominato “Dati della Fornitura”, “Caratteristiche del Contratto” o “Dati Tecnici”. È composto esclusivamente da 14 numeri.
Gas: riduzione Iva o Accise? Sono previste entrambe. Tutte e due hanno obbligatoriamente diritto all’agevolazione IVA al 10% ma bisogna fare attenzione perché prima si deve verificare in bolletta come viene tassato il gas. Se la fornitura è ad uso civile l’IVA sarà il 22%. Quindi, contestualmente alla richiesta per riduzione IVA per il gas, va richiesta anche la modifica, se del caso, da uso civile a uso industriale e poi di conseguenza la riduzione.
C’è da verificare in questo caso se si tratta di compilare un unico modulo o se il fornitore ne prevede due.
Per quanto riguarda i moduli luce e gas le voci possono variare a seconda della modulistica. Esempio:

Nell’esempio, come si vede, si fa riferimento al DPR 633/72. Proprio questo decreto, all’interno della sua Tabella A, Parte III, numero 103, stabilisce che l’energia elettrica e il gas per uso delle “imprese estrattive, agricole e manifatturiere” sono soggetti all’IVA agevolata al 10%.
Sempre a partire dall’esempio possiamo chiarire che:
• il Gruppo VII identifica le industrie manifatturiere metallurgiche, meccaniche e delle lavorazioni correlate;
• la Specie 10a è rubricata esattamente come “Fabbricazione di strumenti ed apparecchi per chirurgia, medicina, odontotecnica e di apparecchi ortopedici”.
Nel compilare la richiesta non va dimenticato il codice Ateco 32.50.10 “Fabbricazione di protesi dentarie”.
Va inserita anche una copia del documento di identità e può essere richiesta la Visura Camerale.

FIR (piccolo promemoria!)

Si ricorda che termina il periodo transitorio 14 aprile 2026 – 15 settembre 2026 che permetteva di produrre il FIR (Formulario Identificativo Rifiuti) sia per i rifiuti pericolosi che non pericolosi, in formato digitale oppure cartaceo.
Dal 16 settembre 2026 l’emissione del FIR in formato digitale diventa obbligatoria per gli iscritti al RENTRI quali
• produttori/detentori di rifiuti pericolosi;
• produttori/detentori di rifiuti non pericolosi prodotti nell’ambito delle attività di cui all’art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) con più di 10 dipendenti.
Stop al cartaceo: non è più consentito l’uso dei formulari cartacei tradizionali per i soggetti obbligati al formato digitale (per tutti, anche per chi NON ha l’obbligo di iscriversi).
Gestione elettronica: il FIR deve essere compilato, emesso e gestito direttamente tramite la piattaforma RENTRI o attraverso software gestionali interoperabili.
Tracciabilità: il documento rimane digitale lungo tutta la filiera (produttore, trasportatore e destinatario

Fiorella Manente

) fino alla sua accettazione.
Chi non ha l’obbligo di iscrizione al RENTRI deve assolutamente conservare una copia del formulario.
Se si delega il trasportatore, questi genera il formulario dal proprio sistema. Al momento del ritiro, rilascerà una copia cartacea (o digitale, se previsto) firmata.
La quarta copia (o file finale): quando il rifiuto arriva a destinazione, l’impianto di smaltimento firma il documento. Il trasportatore è obbligato a trasmettere la copia completa (che attesta l’avvenuto ricevimento del rifiuto) entro 90 giorni.
In alternativa, se si vuole tenere la situazione sotto controllo, si può accedere al sito https://www.rentri.gov.it/it.

 

 

 

 

 

 

Per dubbi e/o quesiti si può consultare il proprio operatore.

 

 

Un evento che ha coniugato contenuti scientifici, nuovi talenti e tante emozioni

L’ottima performance del Congresso Sud 2026

Soddisfazione delle aziende e folto pubblico per il meeting di Castellammare di Stabia

 

Innovazione scientifica e tecnologica, organizzazione eccellente e la scoperta dei nuovi talenti dell’odontotecnica. Sono gli ingredienti che hanno siglato il successo di ANTLO Meeting – Congresso Sud 2026 svoltosi a Castellammare di Stabia (Napoli) il 18 e il 19 settembre all’interno del format del congresso regionale Odontotirrenia. Notevole il flusso di visitatori e iscritti che si è snodato nei raffinati ambienti del Towers Hotel, alle porte della Penisola Sorrentina, divenuto ormai ‘la casa’ di Odontotirrenia.

Non nasconde la soddisfazione il Presidente di ANTLO Campania nonché tesoriere nazionale, Domenico Citarella. «Anche quest’anno il bilancio è molto positivo, sia in termini di contenuti che di affluenza. Merito di un grande gioco di squadra, dell’ottima collaborazione con il direttivo nazionale e anche di un’intensa divulgazione con campagne mirate via social. Inoltre si è adottato un nuovo format perché, invece dei tavoli tecnici, si è preferito puntare su vere e proprie conferenze tenute in sala plenaria per dare la possibilità ai partecipanti di assistere a tutte le relazioni e non doverne scegliere solo alcune. E con i colleghi del comparto culturale stiamo già studiando quali novità introdurre per rendere questa nuova formula, che è stata comunque molto apprezzata, ancora più funzionale ed efficace». E che sia stata una scelta vincente lo dimostra la partecipazione – intensa già dalle prime battute della giornata del 18, interamente dedicata agli stakeholders – di un pubblico attento, diviso tra la sala congressuale e la variegata esposizione delle aziende nella hall dell’albergo.

Dopo i saluti del Presidente Nazionale Michele Di Maio, del Presidente Citarella e del segretario culturale nazionale Pasquale Casaburo, la convention è proseguita con la perfetta conduzione di Luca Ruggiero, responsabile culturale Campania, affiancato da un impeccabile Roberto Della Neve.

Evoluzione dei flussi di lavoro digitali, stampa 3D, nuove tecnologie di produzione, macchinari e materiali di ultima generazione sono stati al centro degli otto workshop aziendali tenuti da esperti odontotecnici, odontoiatri e un ingegnere. Sul palco si sono infatti alternati Gian Paolo Barbera, Luigi De Stefano, il clinico Rocco Lo Presti in coppia con Simon Pietro Gulizia, Simone Maffei insieme al clinico Roberto Apponi, Angelo Gallocchio, Mattia Furlanetto, l’ingegner Angelo Salamini, Luigi Parise. «È doveroso ringraziare tutte le aziende che hanno aderito con entusiasmo alla nostra kermesse» – sottolinea Citarella – «Il loro sostegno è fondamentale per organizzare eventi di questo livello e siamo lieti dei numerosi attestati di soddisfazione degli espositori. Si è respirato un clima di grande collaborazione ma direi anche di vera e propria amicizia e di scambi, culminato nella vivacità e nel calore della cena congressuale del venerdì».

Sabato 19 è stata poi la volta del congresso scientifico che – in una sala conferenze costantemente gremita – si è concentrato sull’evoluzione dell’odontotecnica dal punto di vista dei flussi di lavoro digitalizzati, l’implantologia e la precisione estetica. Nell’ambito dei lavori congressuali, la coppia clinico-tecnico, formata rispettivamente da Roberto Scrascia e Nicola Palladino, si è occupata di protocolli semplici e ripetibili per ottimizzare i risultati delle protesi su impianto, focalizzandosi sulla sinergia tra studio e laboratorio nell’organizzazione delle informazioni in analogico e in digitale e nella pianificazione degli interventi. L’odontotecnico Damiano Frigerio ha invece conferito con grande rigore sulla protesi implantare secondo la metodica del Prof. Gerber mentre il collega Stefan Strigl ha guidato gli ascoltatori nell’evoluzione dell’estetica dentale e nella scoperta delle possibilità dischiuse dai materiali di ultima generazione.

«Con relazioni tanto pregevoli» – dichiara ancora Domenico Citarella – «non potevamo non aspettarci una risposta così calorosa e massiccia degli iscritti. Anche se devo ammettere che per me il momento più emozionante della mattinata è stato la consegna del Premio “Nicola Pilla” (vedi articolo in pagina, ndr). Mi hanno toccato le lacrime di gioia del vincitore Filippo Draoli. Ed è stato bello il ricordo dedicato a Nicola Pilla, il fondatore di ANTLO, cui il Premio è intitolato. Nei miei ricordi personali rivedo Nicola, sebbene non più giovanissimo, presente a tutti gli appuntamenti di ANTLO mentre esponeva con lucidità progetti anche molto forti. Lui teneva particolarmente all’unità, anche e soprattutto dell’Associazione che aveva fondato e in generale del mondo associativo odontotecnico».

E unità è probabilmente la traccia che si coglie in controluce ripensando al Congresso Sud 2026 al momento della chiusura dei lavori e del congedo di tutti i partecipanti. Tra mani che si stringevano, abbracci e il cigolio dei trolley si sono mescolati anche tanti accenti diversi. «È vero» – conferma Citarella – «Il Congresso Sud è il grande evento itinerante che coinvolge le regioni dell’Italia Meridionale: Campania, Calabria, Puglia, Basilicata e Sicilia e per noi campani è sempre un onore accoglierlo nel nostro congresso regionale Odontotirrenia. È un momento di forte aggregazione che anche quest’anno non si è limitato soltanto alle cinque regioni interessate tant’è che sono giunti colleghi dal Molise, dal Piemonte, dalla Lombardia e da altre parti d’Italia» – conclude il Presidente ANTLO Campania. In sintonia con il messaggio lanciato da Luca Ruggiero a conclusione del meeting. «La prima parola che mi viene in mente è fiducia. La fiducia crea ponti, ci connette agli altri ed è il frutto del mantenimento delle aspettative che si costruisce nel tempo. È quella che ci ha permesso di sviluppare il senso di appartenenza ad ANTLO. E ringrazio le aziende, i relatori e soprattutto i partecipanti per la fiducia che anche quest’anno hanno riposto in noi. Quanto prima avremo la data del prossimo appuntamento che costruiremo con lo stesso entusiasmo per continuare a investire in formazione». Gli fa eco Roberto Della Neve: «Sono state due giornate intense, ricche di formazione, cultura, condivisione ed emozioni. Siamo riusciti a mantenere alta l’attenzione fino alla fine con un entusiasmo silenzioso che vale più di mille parole. Entusiasmo e passione saranno un investimento per pianificare i prossimi eventi». E intanto il sole caldo e clemente dell’ultima coda d’estate, in una conca bellissima dove non si può non tornare, sembrava proprio dargli ragione…

 

La prima edizione del Premio “Nicola Pilla”

Casaburo: «Così manteniamo giovane la categoria»

Ha 22 anni, è romano e dentro il suo corpo apparentemente minuto batte un cuore pieno di passione. Tant’è che alla sua proclamazione come vincitore del Premio “Nicola Pilla” scoppia in un pianto liberatorio di gioia. È Filippo Draoli, il giovane odontotecnico primo classificato al concorso che ANTLO ha intitolato al suo padre fondatore. La cerimonia di premiazione si è svolta il 19 settembre nella giornata conclusiva dell’ANTLO Meeting – Congresso Sud nella sala conferenze del Towers Hotel di Castellammare di Stabia. Per molti è stato il momento più emozionante, di sicuro il più commovente, dell’intensa due giorni stabiese.

La cerimonia è stata preceduta da un ricordo di Nicola Pilla tracciato da un racconto per immagini e dalle parole del Presidente Nazionale Michele Di Maio che ha sottolineato come di Pilla non si possa parlare al passato. «Quello di Nicola non è stato un semplice mandato di Presidente perché in un certo senso lui è ancora il Presidente e lo sarà sempre» – ha affermato Di Maio – «sapeva ascoltare ma sapeva anche bacchettare ed essere diretto, sia all’interno dell’Associazione che fuori». Commosso anche il ricordo della figlia Patrizia. Poche parole, le sue, per rendere il senso di una vita intera spesa per ANTLO, con un amore e una dedizione che talora lo ha sottratto anche alla famiglia. «Perché ANTLO» – afferma Patrizia Pilla – «era davvero la sua famiglia».

La sua lungimiranza lo ha portato anche ad essere vicino ai giovani. «Leggendo un suo libro» – spiega Pasquale Casaburo, segretario culturale nazionale che ha avuto l’idea del Premio accolta con fattivo entusiasmo dal Direttivo ANTLO – «sono rimasto colpito dalla sua sensibilità verso i giovani. Così è nato un evento con lo scopo di onorare la figura di un grande odontotecnico e contemporaneamente valorizzare i nuovi talenti». E i risultati sono stati sorprendenti. «Sono pervenuti tutti lavori di ottima fattura e non nascondo che designare il vincitore non è stato facile per la giuria, composta dai colleghi Paolo Mola e Gaetano Bonifacio e dai clinici Gaetano Ciancio e Rosario Prisco oltre che da me» – dichiara Casaburo – «Così, nel valutarli, abbiamo concentrato l’attenzione su tanti particolari. Il caso clinico su cui i concorrenti hanno lavorato, per quanto fosse in effetti una piccola ricostruzione di quattro denti, presentava diverse insidie. Una per esempio era data dalla grandezza dei denti e dalla necessità di chiudere i diastemi. Un altro problema era quello di matchare i materiali e ottenere lo stesso valore perché dovevano fare una faccetta dove c’erano circa 0,5 mm di spazio e un ponte di 3 elementi dove ce n’erano circa 2. Per cui i concorrenti hanno dovuto studiare bene i materiali e la traslucenza per minimizzare questi limiti. Abbiamo valutato quindi non solo la forma, ma anche la tessitura, la precisione globale, la stratificazione». Così la selezione ha condotto a 12 finalisti, tutti presenti sul palco ed emozionatissimi, e alla proclamazione dei primi 3 classificati: oltre al primo Filippo Draoli, anche Eleonora Turotti e Gianluca Pizzi.

«L’obiettivo non era solo quello di far emergere e premiare abilità, competenze, creatività di questi giovani ma soprattutto di metterli nella condizione di crescere, non soltanto dal punto di vista professionale, ma anche nei rapporti interpersonali e farli sentire a loro agio in un contesto scientifico per inserirli in un prossimo futuro in progetti che li vedano anche nel ruolo di relatori» – aggiunge il segretario culturale – «È la strada per mantenere giovane la nostra categoria. Dobbiamo lavorare tutti per dare la giusta dignità alla professione. È necessario creare un nuovo percorso formativo più aderente alla realtà dell’odontotecnico di oggi a cui sono richieste svariate competenze, da quelle artistiche a quelle sanitarie e ingegneristiche. Ma nell’attesa che si muova qualcuno, occasioni come queste servono per migliorarci dal punto di vista culturale e formativo». Una sfida certo non ignota anche alle nuove leve di professionisti. «Sicuramente questa è una categoria da sempre un po’ sottovalutata» – afferma Filippo Draoli – «Come nel teatro, sembra che noi odontotecnici stiamo dietro le quinte ma in realtà, se c’è successo in odontoiatria, è anche merito della figura dell’odontotecnico. Per cui credo che il lavoro svolto da ANTLO anche in ambito istituzionale sia importantissimo. Così come credo che l’iniziativa del Premio “Nicola Pilla” volta a scoprire i giovani emergenti sicuramente spinga anche i ragazzi che intraprendono questo percorso, certo non facile, a migliorarsi di continuo. Io sono sincero: non riesco ancora a intravedere bene il mio futuro professionale perché ciò che mi circonda cambia molto rapidamente. So solo che voglio fare e fare bene. Dedico la mia vittoria innanzitutto ai miei genitori, ai miei maestri Paolo Miceli, Claudio Bocci e Claudio Milana e a tutte le persone che mi stanno vicino perché da soli non si va da nessuna parte».

 

Appuntamento alle Fiere di Parma dal 15 al 17 ottobre

Il Colloquium Dental Show festeggia trent’anni

Il fondatore Asselmann: «60 relatori internazionali e attendiamo visitatori da tutto il mondo»

 

Riflettori accesi sul Colloquium Dental Show, tra le più prestigiose vetrine internazionali dell’innovazione dentale.  L’appuntamento è dal 15 al 17 ottobre a Parma dove sono attesi 15000 partecipanti da tutto il mondo attratti dalla ricca offerta di contenuti scientifici, dalla vasta area espositiva per le aziende e naturalmente dalle infinite possibilità di networking garantite da una kermesse di così alto spessore. Per ANTLO, patrocinante e partner della manifestazione con la curatela del segmento ortodontico del congresso che prevede una sessione organizzata da OrthoANTLO (vedi AOL n° 2 giugno 2026), è una sfida lusinghiera ed entusiasmante essere parte attiva in un evento che si è consolidato come un autentico hub su scala mondiale di professionisti e imprese. Risultato, questo, plasmato negli anni dalla visione pioneristica del fondatore di Colloquium Dental, Peter Asselmann, e dalla sua straordinaria parabola professionale che lo ha catapultato dal suo laboratorio odontotecnico nel mondo dell’editoria scientifica e della promozione culturale. L’affabilità con cui concede l’intervista in un italiano gutturalmente declinato alla tedesca ma condito con cuore italico svela subito l’entusiasmo di un comunicatore per cui i confini di ogni tipo non sono che occasioni per costruire relazioni…

Peter, cominciamo col dire quali sono le novità dell’edizione 2026 di Colloquium Dental Show…

«Quest’anno si festeggiano i 30 anni di Colloquium Dental. Dalla prima edizione del 1996 possiamo dire di avere scritto una lunghissima storia. La particolarità di quest’anno è che si tiene per la prima volta a Parma. Finora, eccetto una volta in cui la manifestazione si è svolta a Riva del Garda, eravamo rimasti sempre nel bresciano. Oggi si è deciso di spostarci alle Fiere di Parma per motivi logistici ma anche perché una location come questa che ospita tantissimi eventi internazionali è in linea con la dimensione internazionale che caratterizza anche Colloquium Dental Show con 60 relatori provenienti da diversi Paesi e partecipanti da tutto il mondo. Senza contare la strategicità geografica di una città come Parma accessibile dai principali collegamenti del Nord e del Centro Italia».

Tre buoni motivi per partecipare a Colloquium Dental Show…

«Siamo in un periodo di grandissime innovazioni nel settore e abbiamo messo in piedi un congresso scientifico che tratterà una grande varietà di temi: dal CAD/CAM all’implantologia, dalla stampante 3d all’Intelligenza Artificiale, dall’ortodonzia alla collaborazione tra studio dentistico e laboratorio e così via. In pratica chiunque cerchi un aggiornamento nel proprio settore al Colloquium Dental Show troverà la risposta alle sue esigenze. Inoltre si tratta di una formazione di alto livello completamente gratuita. Per questo, nonostante sia possibile registrarsi anche sul momento, consigliamo di preiscriversi e prenotare il proprio posto attraverso il sito www.colloquium.dental. Nella scelta dei temi abbiamo una visione a trecentosessanta gradi. Non abbiamo mai fatto un’edizione dedicata a un solo argomento perché il nostro scopo è dare tutte le informazioni possibili su tutti i tipi di tecniche e tecnologie sia per gli odontotecnici che per i clinici.

Un altro ottimo motivo è l’opportunità di incontrare tanti colleghi professionisti anche di altri Paesi e scambiare opinioni ed esperienze. Ci saranno traduzioni simultanee in diverse lingue sfruttando l’IA per cui tutti, a prescindere dalla nazionalità, potranno seguire tranquillamente le relazioni. E poi ci sarà un’esposizione con oltre 100 aziende del settore che presenteranno tecnologie, materiali e servizi destinati sia agli studi dentistici sia ai laboratori odontotecnici».

ANTLO curerà l’evento scientifico dedicato all’ortodonzia a cura di OrthoANTLO condotto da Mario Miceli, con conferenze che spaziano dall’Intelligenza Artificiale al digitale, alle innovazioni software fino ai Mad per le apnee notturne. In futuro quali altri frutti possono nascere dalla collaborazione con ANTLO?

«Con ANTLO abbiamo una collaborazione ormai da tantissimi anni. Io personalmente la seguo da una vita perché, quando facevo l’odontotecnico in proprio, ero socio ed ero presente trent’anni fa al congresso di fondazione, quando è nata dall’unione di AITLO e UNTLO. E visto che oggi è l’unica vera importante associazione per gli odontotecnici in Italia, è logico che la collaborazione tra Colloquium e ANTLO continui e si sviluppi ulteriormente».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In una recente intervista il segretario culturale nazionale di ANTLO Pasquale Casaburo ha dichiarato che lei «è stato uno dei primi a capire che l’eccellenza nella protesi non può prescindere dal team protesico» e dunque anche dal ruolo dell’odontotecnico. Ma, dall’autorevole punto di vista di un editore internazionale quale lei è, crede che la figura dell’odontotecnico in questo Paese sia sufficientemente valorizzata?

«Non è mai stata valorizzata abbastanza. Io lavoro da 30 anni e, a parte il primo Colloquium Dental del 1996 che era rivolto unicamente agli odontotecnici, dal 1997 in poi tutte le edizioni sono sempre state dedicate all’odontoiatria e all’odontotecnica e alla collaborazione tra lo studio e il laboratorio. E questo sarà anche il focus delle conferenze del sabato mattina, 17 ottobre, anche in relazione alle nuove tecnologie digitali. Se non c’è la collaborazione tra studio e laboratorio una protesi dentaria non potrà mai essere fatta ad arte».

Lei ha fondato la rivista Dental Dialogue rivolta agli odontotecnici e poi Teamwork Clinic dedicata agli odontoiatri ed oggi è il direttore scientifico di Teamwork media, prestigiosa casa editrice che dà spazio a autori italiani e stranieri e ricca di una piattaforma multimediale plurilingue. Cosa spinge un odontotecnico a diventare editore?

«Ho avuto la fortuna di conoscere in Germania un grandissimo editore che ha pubblicato la rivista Dental Labor con abbonamenti in oltre 90 Paesi nonostante sia in lingua tedesca. Lui all’epoca ha visto in me un giovane promettente e con voglia di fare, mi ha dato fiducia. Per la verità io sono stato sempre un odontotecnico con tutto il cuore. Però per me fare l’odontotecnico era anche la soluzione per venire in Italia perché avevo sposato una ragazza italiana conosciuta al mare. Insomma, a volte devi saper cogliere le occasioni che ti capitano una sola volta nella vita».

Perché un nome latino per battezzare il Colloquium Dental?

«Nel mondo dentale i nomi latini sono molto diffusi e poiché volevamo organizzare un congresso internazionale con una parola facilmente riconoscibile per tutti, abbiamo scelto un termine, colloquium, ovvero ‘discussione’, per sottolineare che si parlava insieme del dentale. Una parola, insomma, che sia in Germania, America, Francia, Spagna facesse comprendere al volo di cosa si trattava».

 

Fermento per la grande kermesse in programma a Padova il 27 febbraio

Il cantiere dell’ANTLO Meeting – Congresso Nord Est

A colloquio con il Presidente Michele Zaccaria

Si respira già l’aria dell’ANTLO Meeting – Congresso Nord Est che si svolgerà a Padova il 27 febbraio 2027 nella cornice del Crowne Plaza Hotel. L’evento nazionale di ANTLO è curato dalla Macro Area Nord Est (che comprende Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige e Veneto) e anche in questa prossima edizione promette di replicare gli ottimi risultati degli anni precedenti per qualità scientifica, efficienza organizzativa e – last but not least – l’impeccabile conduzione di due chairmen d’esperienza come Antonio Bozzo, per la sezione protesica, e Mario Miceli, per quella ortodontica. Con piacere ne parliamo con Michele Zaccaria, Presidente della Macro Area ANTLO Nord Est.

 Anche nel 2027 il Congresso Nord Est si concentrerà in una sola giornata. Quali sono i vantaggi di questa formula preferita a quella classica della due giorni?

«Abbiamo avuto modo di testarli già negli anni precedenti. Riuscendo a riunire tutto in un solo giorno favoriamo i colleghi e i clinici che intervengono al nostro congresso, che così vanno incontro a un minor dispendio di energie. Contemporaneamente riusciamo a garantirci numeri ancora più importanti. È un metodo molto funzionale, apprezzato anche dagli sponsor».

Quali temi si affronteranno quest’anno?

«Per il 2027 abbiamo puntato molto anche sulla posturologia e sulla gnatologia. Infatti il congresso sarà aperto dalla dottoressa Sara Mungiguerra, dal dottor Emiliano Ferrari e dall’odontotecnico Luca Braccini. Notiamo subito che in questa prima parte non ci sono solo dei professionisti specifici del settore dentale: la dottoressa Mungiguerra è infatti una fisioterapista e osteopata che si sta misurando con dei casi inerenti al cavo orale e con delle diagnosi che vengono poi sottoposte sia allo studio odontoiatrico sia allo studio odontotecnico per la costruzione di dispositivi per il riequilibrio neuromuscolare. È una visione nuova che si arricchisce dell’apporto di professionisti che non afferiscono solo all’odontoiatria. La seconda sessione vedrà invece il contributo della dottoressa Ioana Dactu e dell’odontotecnico Pier Francesco Golfarelli che conferiranno sulle riabilitazioni estetico-funzionali riorganizzative tra workflow digitale e materiali di ultima generazione».

Fondamentale poi sarà il ruolo di OrthoANTLO nel successivo segmento congressuale…

«Assolutamente. Penso davvero che il congresso OrthoANTLO che si costruisce a Padova sia un punto di riferimento per gli ortodonzisti di tutt’Italia. Quest’anno ci saranno il dottor Giuseppe Perinetti e il maestro odontotecnico Massimo Viglioli. Il primo parlerà di Intelligenza Artificiale al servizio del laboratorio ortodontico per la gestione e il disegno dei nostri dispositivi, mentre il secondo illustrerà la tecnica ortodontica A.L.F. (Advanced Lightwire Functional) che guarda alla correzione delle dinamiche ossee del cranio e della postura. Il comparto ortodontico parte sempre da un discorso gnatologico e dalla postura del paziente. Come si può intuire, si tratta non di uno ma di due congressi, che però hanno dei punti cardine in comune».

Come sarà allestita l’area espositiva?

«L’anno scorso c’è stata una piccola correzione. Abbiamo ampliato la sala per garantire a tutti gli sponsor un’ospitalità più funzionale e la giusta visibilità. È un format che ci ha dato molta soddisfazione anche perché all’interno della sala espositiva si ha il piacere di consumare il lunch tutti insieme in un unico ambiente».

Ci sarà una presenza anche di giovani?

«Naturalmente verranno invitati i rappresentanti di varie scuole. L’anno scorso abbiamo già avuto la presenza di alcuni docenti e alunni perché eravamo alle prese con un progetto innovativo e direi unico in Italia che abbiamo messo in atto quest’anno. Infatti abbiamo “adottato” le scuole del Nord Est – ma si punta a un ampliamento alle scuole di tutta Italia – dotandole gratuitamente di sistemi CAD/CAM per la formazione sia dei docenti che degli alunni. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile ma oggi è stato possibile grazie alla grande disponibilità di Blenderfordental».

Michele Zaccaria

Il congresso è anche un’occasione per testare la funzionalità del modello organizzativo della Macro Area Nord Est…

«Naturalmente. E stiamo verificando che il format macroarea funziona bene. Abbiamo già molti progetti per il futuro. Tra le iniziative in essere c’è GioVediamoci, un appuntamento mensile di formazione che viene divulgato on line in tutta Italia a cura della Macro Area ANTLO Nord Est. Tra noi c’è una bella sinergia e abbiamo tante idee. Ma soprattutto lavoriamo divertendoci. Ed è lo spirito con cui stiamo confezionando un evento imperdibile come l’ANTLO Meeting del 27 febbraio. Per accogliere tutti con l’entusiasmo e la passione di sempre».

 

 

Appuntamento il 6 e il 7 novembre a Città della Scienza a Napoli

Tecnodental Mediterraneo, l’innovazione passa per il Sud

Formazione, dialogo con le aziende, collaborazione con ANTLO: parla Linda Sanin

 

Nuove tecnologie, processi digitali, l’arricchimento nel know-how oggi richiesto alla professione odontotecnica. Questi – insieme al dialogo con le imprese del comparto dentale presenti in un’ampia area espositiva – gli ingredienti di Tecnodental Mediterraneo, l’evento di aggiornamento professionale del settore odontotecnico organizzato da UNIDI (Unione Nazionale Industrie Dentarie Italiane) che quest’anno farà tappa a Napoli e a cui anche ANTLO darà il suo contributo. Un evento imperdibile per tutti i professionisti che concepiscono la propria formazione come un continuo work in progress nella consapevolezza della centralità dell’odontotecnica nell’evoluzione dell’odontoiatria moderna. Abbiamo il piacere di parlarne con il Direttore UNIDI, Linda Sanin.

Dott.sa Sanin, questa terza edizione di Tecnodental Mediterraneo si terrà a Napoli il 6 e il 7 novembre. Quali sono le novità di quest’anno?

«Il 6 e 7 novembre 2026 Tecnodental Mediterraneo approderà per la prima volta alla Città della Scienza di Napoli, nuova sede della manifestazione e una delle principali novità di questa terza edizione. È un passaggio importante, che raccoglie l’eredità delle precedenti edizioni casertane e proietta l’evento in un contesto ancora più aperto all’innovazione, alla formazione e al confronto professionale. La prima giornata sarà dedicata al rapporto tra estetica e adesione, con attenzione a ceramica integrale, controllo a distanza e microinvasività. Sabato 7 novembre il focus si sposterà invece sulla protesi Implant Bridge full arch, o Toronto, analizzando materiali, design, tessuti molli, stratificazione estetica e occlusione per ottenere risultati funzionali e visivamente impeccabili».

Tecnodental Mediterraneo nasce come spin-off di Tecnodental Forum, segmento riservato all’odontotecnica nell’ambito di Expodental Meeting, senz’altro il più prestigioso evento fieristico del settore dentale nel panorama contemporaneo. Cosa spinge a dedicare uno stabile appuntamento formativo di grande portata come Tecnodental Mediterraneo a una precisa area geografica del Paese?

«La scelta di dedicare al Mezzogiorno un appuntamento stabile nasce dalla volontà di rendere la formazione e il confronto professionale più accessibili e più vicini a un territorio che esprime competenze, laboratori, scuole e imprese di grande valore. Tecnodental Mediterraneo non è una replica in scala ridotta di altri eventi, ma un progetto con una propria identità: vuole intercettare le esigenze di un’area geografica strategica, rafforzare il dialogo tra industria e professionisti e favorire la crescita di una cultura dell’innovazione diffusa. Il Mediterraneo, inoltre, rappresenta naturalmente un crocevia di relazioni, esperienze e opportunità: collocare qui un evento dedicato all’odontotecnica significa riconoscere al Sud un ruolo attivo nello sviluppo del settore, non solo come bacino di utenza, ma come luogo di produzione di competenze e visione».

Tecnodental Mediterraneo, che peraltro è una preziosa occasione di networking, vedrà anche la collaborazione e la presenza di ANTLO. Costruire e coltivare partnership con una grande associazione di categoria come ANTLO quali frutti produce?

«Le partnership con associazioni rappresentative come ANTLO sono fondamentali perché permettono di costruire eventi realmente aderenti ai bisogni della professione. Il dialogo con una grande associazione di categoria consente di mettere a fuoco temi, urgenze e opportunità che arrivano direttamente dai professionisti e dai laboratori. Per UNIDI questo significa rafforzare il collegamento tra industria e mondo odontotecnico, favorire una formazione più concreta e promuovere una visione condivisa dell’evoluzione del settore. La collaborazione produce quindi valore su più livelli: amplia la partecipazione, rende più ricco il confronto, contribuisce a creare comunità e aiuta a trasformare un evento formativo in un luogo di rappresentanza, ascolto e progettazione comune».

UNIDI è portavoce nel mondo dell’eccellenza dell’industria dentale italiana. Oggi il settore è esposto anche al rischio di un’immissione nel mercato di prodotti e materiali di scarsa qualità e a basso costo provenienti dall’estero. D’altra parte, mentre il comparto professionale italiano degli odontotecnici registra una grande apertura all’evoluzione tecnologica e alla qualità dei materiali, di fatto questa professione sembra essere meno attrattiva per i giovani, proprio quelli che oltre ad offrire una fisiologica rigenerazione del settore, dovrebbero essere anche i più attenti all’innovazione. Qual è il punto di vista di un’autorevole realtà internazionale come UNIDI a riguardo?

Dott.ssa Linda Sanin

«Dal punto di vista di UNIDI, la tutela della qualità e la capacità di attrarre nuove generazioni sono due questioni strettamente collegate. L’industria dentale italiana è riconosciuta nel mondo per innovazione, affidabilità e competenza produttiva; proprio per questo è essenziale continuare a promuovere standard elevati, tracciabilità, sicurezza dei materiali e cultura della qualità lungo tutta la filiera. Il rischio rappresentato da prodotti a basso costo e di dubbia qualità non riguarda solo la concorrenza, ma la sicurezza del paziente, la credibilità dei professionisti e il valore del sistema dentale italiano. Allo stesso tempo, la professione odontotecnica deve tornare a essere percepita dai giovani come un mestiere altamente qualificato, tecnologico e creativo. Digitale, CAD/CAM, nuovi materiali, stampa 3D e workflow integrati sono strumenti che possono rendere il laboratorio un ambiente moderno e attrattivo, ma servono formazione, orientamento, collaborazione con scuole e imprese e occasioni di incontro come Tecnodental Mediterraneo. Il futuro del settore passa dalla capacità di coniugare eccellenza artigianale e innovazione industriale, esperienza dei professionisti maturi e talento delle nuove generazioni».

 

 

Polizza professionale e catastrofale: i vantaggi per i soci ANTLO

Intervista al broker assicurativo Antonio Arbore

Antonio Arbore, che di mestiere fa il broker assicurativo (ma non solo!), è un nuovo amico di ANTLO e molti associati hanno già avuto modo di conoscerlo nel corso di interessanti webinar offerti all’associazione. Con la sua società, lo Studio Antonio Arbore S.r.l. che ha sede a Corato (Bari), ANTLO ha stipulato una convenzione che offre diversi vantaggi nella sottoscrizione delle polizze professionali e catastrofali.

Dottor Arbore, in generale gli obblighi assicurativi introdotti dalla Legge Gelli e dalla Legge di Bilancio 2024 complicano non poco la vita della categoria. Cerchiamo innanzitutto di capire come orientarsi al meglio nella stipula dei contratti assicurativi…

«Intanto facciamo chiarezza su queste polizze. A tal proposito con ANTLO abbiamo già tenuto un webinar dove spiegai nel dettaglio le varie criticità della legge e quello che purtroppo è obbligatorio fare. Nello specifico la figura dell’odontotecnico si trova in una specie di limbo. Infatti la polizza catastrofale è obbligatoria per i soggetti iscritti al Registro delle Imprese della Camera di Commercio dove l’odontotecnico è registrato come artigiano e non come professionista. Infatti, se fosse stato un libero professionista, non avrebbe dovuto aderire all’obbligo della polizza catastrofale. L’odontoiatra, per capirci, in qualità di libero professionista, non è soggetto a questo obbligo. Per quanto riguarda la legge Gelli del 2017 l’odontotecnico è invece considerato un sanitario non medico e come tale un professionista obbligato ad avere una polizza professionale. Per adeguarsi a entrambe le leggi deve dunque stipulare le due diverse polizze. Come si può intuire, la materia è piuttosto complessa e la normativa cambia anche in base ai vari profili, per esempio se l’assicurazione riguarda una società o un lavoratore autonomo con partita IVA o anche un lavoratore dipendente. La convenzione con ANTLO è nata proprio per affrontare questa complessità e oggi come broker assicurativo convenzionato sono riuscito ad ottenere dalla compagnia assicurativa anche un dimezzamento dei prezzi».

Partiamo allora da un caso specifico, per esempio il classico titolare di laboratorio che ha un dipendente. Come deve essere strutturata la polizza?

«In questo caso il titolare che ha una partita IVA come lavoratore autonomo deve fare una polizza RC professionale che si deve legare alla legge Gelli e quindi deve avere innanzitutto una retroattività minima di 10 anni. Le polizze attualmente in vigore sono claims made cioè coprono le richieste di risarcimento di danni che possono essere stati procurati fino a 10 anni prima. La polizza RC professionale è estesa anche all’operato dei dipendenti di quel laboratorio. Inoltre noi abbiamo inserito in questa polizza due garanzie particolari: 1) la medical device, cioè la sostituzione del dispositivo fabbricato dall’odontotecnico con un sottolimite fino a 10.000 euro; 2) la tutela legale fino a 50.000 euro in caso di procedimento penale. La convenzione comprende anche la gestione del sinistro, l’assistenza e la consulenza personalizzata. Inoltre consigliamo sempre l’estensione con la polizza infortuni che, chiariamo, non è obbligatoria, e nasce dalla considerazione che il titolare di partita IVA, in caso di infortunio, subisce una perdita di reddito che è costretto a compensare da solo. Siamo riusciti ad ottenere costi davvero contenuti per delle coperture interessanti: da un indennizzo in base al grado di invalidità, fino a una somma destinata agli eredi in caso di decesso e alla diaria di ricovero. Il pacchetto completo si può visionare sul nostro sito (https://www.antonioarborebroker.it/).

E poi naturalmente c’è la polizza catastrofale che il titolare di laboratorio, che sia proprietario o affittuario, è obbligato a fare».

Chi controlla che l’obbligo di questa polizza sia effettivamente rispettato?

«In realtà nessuno. L’unico deterrente all’evasione di questo obbligo è rappresentato dal fatto che se si chiede un prestito in banca o si vuole accedere a dei finanziamenti pubblici o in generale fare operazioni in cui si ha bisogno dell’intervento dello Stato (per esempio anche se si deve mettere in mobilità un dipendente) verrà richiesta la polizza catastrofale».

Ma quali sono i beni effettivamente assicurati?

«Anche questo è importante. Sono assicurati terreni e fabbricati. Per quanto riguarda questi ultimi, che sono quelli che ci interessano, parliamo di ricostruzione a nuovo. In base al territorio e in base al tipo di fabbricato c’è un costo di ricostruzione a nuovo che è diverso dal valore commerciale del fabbricato. È chiaro che per esempio in zone particolari come quelle dichiaratamente sismiche il costo sarà maggiore non per il valore di ricostruzione in sé, ma perché, essendoci un’incidenza maggiore di eventi sismici, cambia la percentuale di calcolo. Rientrano nell’assicurazione impianti e macchinari che vanno assicurati in base al valore di mercato ma non le merci, anche se eventualmente si può chiedere alla compagnia di includerle».

E se c’è un macchinario in leasing chi è tenuto a fare l’assicurazione?

«Generalmente è sempre l’utilizzatore a meno che la società di leasing non comunichi di averlo già fatto. L’obbligo è sempre comunque in capo all’utilizzatore».

Riassumendo, di quali concrete agevolazioni i soci ANTLO possono usufruire grazie alla convenzione?

In primis la consulenza personalizzata perché le polizze assicurative per gli odontotecnici sono una specializzazione di nicchia e il rapporto diretto con il cliente è importantissimo. I soci ANTLO usufruiscono di una procedura molto più snella che consente, attraverso la compilazione di un piccolo formulario sul nostro sito, di raccogliere velocemente tutte le informazioni che servono per fare una proposta e stipulare così la polizza on line. E naturalmente il costo contenuto».

Dott. Antonio Arbore

Come si può riassumere la filosofia della vostra azienda?

«Il nostro metodo è Live is life. Per noi cioè conta il rapporto umano, avere di fronte la persona a cui non offriamo un chatbot ma magari utilizziamo una call via web che ci consente di raggiungerla dovunque e comprenderne davvero le esigenze».

Oltre che broker, lei è anche mental coach…

«Sì, e su invito del Presidente Michele Di Maio con ANTLO abbiamo già tenuto a riguardo un webinar. Stiamo decidendo anche di costruire un evento sempre ispirato al metodo Live is life che consiste nel fare un’autoanalisi chiedendosi: se dovesse succedere nella mia vita l’intollerabile, cosa ne sarebbe di quello che ho costruito fino ad oggi? Una domanda chiave che lascia spiazzati ma che in realtà aiuta molto nella gestione del proprio lavoro e del proprio tempo».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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