Le Associazioni Odontotecniche italiane, ANTLO, FENAODI-Confartigianato, SNO-CNA, si sono incontrate nei giorni scorsi a Roma per un confronto su alcune importanti questioni riguardanti la direttiva dispositivi medici, al fine di chiarirne gli ambiti di applicazione e definire una condivisa posizione italiana da far valere in sede di Unione europea anche e soprattutto in vista della istituzione di un soggetto di rappresentanza unitario italiano in seno alla FEPPD, secondo gli accordi presi dalle suddette organizzazioni .
“Una riunione proficua –commenta Massimo Carmando presidente nazionale Antlo- dove è emersa una concreta voglia di collaborazione tra le tre associazioni. Pensiamo che una rappresentanza unitaria in seno alla FEPPD degli odontotecnici italiani sia molto importante per il bene della categoria. Ci sembrava utile che non fosse solo l’Antlo, come avvenuto per decenni quando di Europa nessuno si occupava, a rappresentare gli odontotecnici italiani, ma che a farlo fosse una rappresentanza unitaria delle più rappresentative associazioni presenti. Una scelta e non certo un’imposizione come abbiamo letto giorni fa.”
Gli argomenti trattati sono stati in prevalenza in merito alla direttiva 93/42Cee, in particolare la figura del mandatario, il concetto di messa in servizio e di messa in commercio, la certificazione, il controllo del mercato.
Sulla figura del “mandatario” le organizzazioni hanno espresso la disponibilità ad assecondare azioni volte al contenimento della concorrenza sleale unicamente trainata da politiche di prezzo rese possibili dalla globalizzazione.
Per il concetto della “messa in servizio” le organizzazioni odontotecniche ritengono opportuno richiedere che attraverso le norme venga mantenuta la differenza tra le funzioni del fabbricante che produce e mette in commercio e quanti mettono in servizio il dispositivo medico. La messa in commercio è una peculiare funzione che deve rimanere di spettanza esclusiva dell’odontotecnico.
In merito alla “certificazione”, le Associazioni Odontotecniche ritengono che la stessa debba rimanere come libera scelta dell’azienda in termini di strategia di mercato e sono contrarie a forme di certificazione obbligatoria che si configurino come barriera alla libera circolazione dei prodotti.
Per ciò che concerne la situazione relativa al controllo di mercato (vigilanza), il sistema attuale può essere mantenuto e migliorato auspicando comunque forme di autoregolamentazione.
Le Associazioni Odontotecniche si incontreranno il 24 maggio 2005 per definire il regolamento del nascente soggetto di rappresentanza europea.
