Sembra quasi un bollettino della Protezione Civile.
Tra i “rischi per i cittadini” compare addirittura il possibile riconoscimento dell’odontotecnico come professione sanitaria.
Curioso.
Perché gli stessi odontotecnici sono quelli ai quali la normativa europea affida la progettazione e la fabbricazione di dispositivi medici su misura destinati ai pazienti, imponendo responsabilità enormi in termini di sicurezza, qualità, tracciabilità e conformità.
Insomma, siamo abbastanza qualificati per costruire il dispositivo che il paziente porterà in bocca per anni… ma diventiamo improvvisamente un “rischio” se lo Stato decidesse di riconoscere ufficialmente la nostra professione?
Una logica difficile da comprendere.
Il riconoscimento non toglie competenze agli odontoiatri.
Non autorizza atti clinici.
Non modifica i confini professionali.
Semplicemente prende atto di una realtà che l’Europa ha già riconosciuto: l’odontotecnico è un professionista che opera all’interno del sistema salute con responsabilità proprie.
Forse il vero timore non è il rischio per i cittadini.
Forse il rischio è che venga finalmente riconosciuta una professione che da decenni garantisce qualità, sicurezza e innovazione senza avere ancora il posto che merita nell’ordinamento sanitario italiano.
Il cittadino non ha paura delle competenze.
Ha paura delle guerre di categoria.
E su questo sarebbe il caso di riflettere.
