Odontotecnico condannato per evasione a causa delle annotazioni del dentista - Antlo

I finanzieri si erano presentati per un controllo in un laboratorio odontotecnico di Agrigento che, stando alle informazioni pubblicate su alcuni giornali locali, non era che uno stanzino di 9 metri quadri all’interno di uno studio dentistico. Durante la verifica, il reddito dell’odontotecnico era di 15 milioni di vecchie lire nel 1994 (anno a cui si riferisce il controllo), sono emerse gravi omissioni contabili, ed i controllori non avevano trovato documenti contabili utili per individuare un reddito presunto. I finanzieri avrebbero così utilizzato come prove il materiale trovato nei documenti dello studio dentistico: uno schedario dei pazienti in cui erano elencati, tra l’altro, i lavori di protesi effettuati con relativi importi totali e dettagli dei pagamenti. Per difendersi l’odontotecnico ha sostenuto che una parte cospicua di quegli importi erano stati incassati dal dentista. Affermazione che ha di fatto confermato che quei lavori erano stati effettivamente realizzati. Con la sentenza che condanna il titolare di laboratorio i giudici tributari hanno sancito l’ammissibilità per la Guardia di finanza di portare come prova di reddito presunto qualunque altra pezza d’appoggio per quantificare il reddito del contribuente, anche se i documenti non sono “fiscali”.