PIANIFICAZIONE FISCALE CONCORDATA SENZA ATTRATTIVA
E’ il nuovo nome del precedente CONCORDATO PREVENTIVO.
Ancora una volta il fisco si ostina a proporre un CONCORDATO PREVENTIVO che, a mio avviso, sarà l’ennesimo insuccesso.
Ciò in quanto i vantaggi che si traggono, per chi aderisce, sono di gran lunga inferiori ai rischi che si corrono.
Chi aderisce al CONCORDATO, chiamato ora PCF ovvero PIANIFICAZIONE FISCALE CONCORDATA, concorderà per i futuri tre anni un certo imponibile. Dovrà però continuare a gestire la propria contabilità fiscale come faceva prima al fine di determinare il suo reddito annuo EFFETTIVO.
Se il reddito effettivo invece sarà superiore a quello concordato pagherà le imposte sul reddito effettivo salvo il beneficio, sulla differenza tra effettivo e concordato, di riduzione di 4 punti dell’aliquota fiscale e la non assoggettabilità ai contributi previdenziali.
Se il reddito effettivo invece sarà inferiore a quello concordato il fisco pretenderà comunque che vengano pagate le imposte sul reddito concordato (salvo situazioni limite che non fanno testo).
Questa nella sostanza è l’attuale proposta legislativa nella finanziaria 2005.
In futuro, nei prossimi mesi, gli uffici fiscali convocheranno i contribuenti per fare loro la proposta di concordato (pianificazione fiscale concordata).
Il contribuente, ricevuta la proposta da parte dell’amministrazione finanziaria potrà:
a) Rifiutarla;
b) Accettarla;
c) Recarsi all’ufficio fiscale per discuterla portando prove concrete per ridurre l’imponibile proposto.
Per chi la rifiuta nulla cambia rispetto a prima perché continueranno a valere gli studi di settore.
UNA BREVE SINTESI
PIANIFICAZIONE FISCALE CONCORDATA
VANTAGGI
